GEOFFREY RUSH VINCE LA CAUSA CON IL DAILY TELEGRAPH

Geoffrey Rush vince causa contro il Daily Telegraph per il caso molestie: risarcimento da 2 milioni di dollari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 maggio 2019 15:02 | Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2019 15:02
Geoffrey Rush
Geoffrey Rush vince causa contro il Daily Telegraph per il caso molestie: risarcimento da 2 milioni di dollari
SYDNEY – Risarcimento milionario per Geoffrey Rush, che aveva denunciato il quotidiano australiano Daily Telegraphper diffamazione dopo che era stato dipinto come un molestatore sessuale. All’attore il tribunale ha riconosciuto 1,99 milioni di dollari (circa 1,8 milioni di euro), la cifra più alta mai concessa a una persona per una simile accusa. 
Al centro della disputa giudiziaria gli articoli scritti alla fine del 2017 dal giornalista Jonathon Moran del quotidiano di Sydney, di proprietà del gruppo Nationwide News, secondo il quale l’attore si era comportato in maniera inappropriata verso l’attrice Eryn Jean Norvill, con la quale aveva recitato nel 2015 nella produzione teatrale del Re Lear. La donna ha sostenuto di essere stata palpeggiata sia in scena che dietro le quinte, un’accusa che Rush ha sempre negato.
Il giudice Michael Wigney, ha ritenuto che la Norvill abbia la “tendenza a esagerare” e ha condannato il giornale per aver danneggiato la carriera di Rush: si tratta di “un irresponsabile giornalismo sensazionalista del peggior tipo”. L’avvocato di Rush, Sue Chrysanthou, ha denunciato il Telegraph, sottolineando che ha mostrato “una mancanza completa di imparzialità”, mentre per il legale del quotidiano australiano, Rush sta “cercando di spegnere ogni critica di giudizio”.
Formazione teatrale, produttore e regista oltrechè attore, Geoffrey Rush ha vinto un premio Oscar per l’interpretazione del pianista David Helfgott nel film ‘Shine’. L’attore australiano è molto noto anche per la sua interpretazione del pirata Hector Barbossa nel film ‘La maledizione della prima luna’ di Gore Verbinski, accanto a Johnny Depp, Orlando Bloom e Keira Knightley. (fonte AGI) 

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