rassegna STAMPA DI "SENZA PERDERE MAI UN GIORNO": LA REPUBBLICA









Don Gallo e Margherita Hack stelle della fiction
"Senza perdere mai un giorno", che si sta girando in questi giorni al Cineporto di Cornigliano, storie autentiche, di lavoratrici e lavoratori, di impiegati e dirigenti, raccontate con lo stile di una sitcom, alternando il dramma al grottesco
di RENATO VENTURELLI

C'è don Gallo col sigaro in bocca, nella parte del padrone che sbuffa il fumo in faccia ai lavoratori mentre li licenzia. C'è Margherita Hack nella parte di una medium triestina. C'è Enrique Balbontin ingegnere cinico, rotella implacabile di un sistema aziendale sempre più feroce e disumano. Ma soprattutto ci sono tante storie autentiche, di lavoratrici e lavoratori, di impiegati e dirigenti, raccontate con lo stile di una sitcom, alternando il dramma al grottesco: tutto nella serie tv Senza perdere mai un giorno, che si sta girando in questi giorni al Cineporto di Cornigliano.

"L'idea è quella di partire da un'azienda genovese che incarni lo spirito del neocapitalismo - spiega Gian Luca Valentini, regista e autore del progetto - poi ci saranno diramazioni nelle filiali di altre località italiane. In Calabria salteranno fuori i rapporti con la 'ndrangheta, e quindi gli intrecci tra capitalismo e malavita. A Trieste ci saranno scene divertenti con Margherita Hack, ma si racconterà la crisi spaventosa dell'Est italiano, con le centinaia di aziende che chiudono e delocalizzano all'estero. A Casale Monferrato parlerò di un argomento che conosco da vicino: quello dell'Eternit, delle migliaia di persone che l'amianto ha già ucciso o moriranno a breve. A Trento si affronterà la questione dell'inquinamento, sempre da fatti reali".

Una serie tv di denuncia, attraverso un linguaggio da intrattenimento televisivo. "Dentro di me - prosegue - ho questo progetto da quando avevo diciassette anni, e il mio miglior amico morì a Spezia mentre lavorava in un cantiere: si sfracellò a terra solo perché la ditta non aveva messo nessun sistema di protezione. Concretamente, però, ho cominciato ad attuarlo un anno e mezzo fa. L'azienda è un Mostro che va avanti divorando i dipendenti, anche i propri dirigenti. E il titolo, Senza perdere mai un giorno, deriva da uno slogan pubblicitario di qualche anno fa, basato sull'idea che bisogna avere sempre la massima efficienza".

Una fiction basata su fatti concreti. "Abbiamo raccolto testimonianze, letto centinaia di libri. E poi la forma è quella di una serie tv, con un montaggio anche molto rapido. Adesso giriamo la puntata pilota, di 40 minuti, grazie all'aiuto determinante della Genova Liguria Film Commission: poi andremo a proporla alle reti tv, per andare avanti con le altre puntate. È finzione, ma è anche realtà terribile: gli episodi di cui si parla hanno nomi fittizi ma prendono spunto da fatti reali. E alla fine delle puntate si vedranno immagini di episodi autentici".

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