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giovedì 19 luglio 2018

BOERI VS. SALVINI PARTE 1000

Decreto dignità, Boeri (Inps): “Ministero del Lavoro sapeva. Di Maio ha perso contatto con la crosta terrestre” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 luglio 2018 19:12 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2018 19:19
ROMA – Tito Boeri, presidente dell’Inps, torna sul decreto dignità e attacca il governo e il ministro Luigi Di Maio: “Il Ministero del Lavoro riconosceva che ci sarebbe stata una riduzione dell’occupazione a tempo determinato”.
In audizione alla Camera, il numero uno dell’Istituto di previdenza ha riportato il testo della richiesta di relazione tecnica per il decreto dignità che, ha detto, “è arrivata il 2 luglio” e l’ufficio legislativo del ministero del Lavoro ha richiesto di “stimare la platea dei lavoratori coinvolti al fine di quantificare il minor gettito contributivo derivante dalla contrazione del lavoro a tempo determinato”. Boeti ha quindi sottolineato che, “come si evince, il ministero aveva già messo in conto una riduzione dell’occupazione a tempo determinato per effetto del decreto”.
La prima relazione tecnica inviata dall’Inps al ministero del Lavoro “in data 6 luglio 2018 alle ore 12:23”, ha “una lunghezza di sei pagine e contiene tabelle che offrono un’immediata rappresentazione delle stime, contiene già i numeri sugli effetti occupazionali negativi del provvedimentocome confermato dal ministro Di Maio ieri in audizione”, ha aggiunto Boeri in audizione sul decreto dignità sottolineando che “bisogna almeno sfogliarla (la relazione tecnica, ndr) per carpirne i contenuti”.
“Le stime dell’Inps possono apparire addirittura ottimistiche se si tiene conto che ai lavori in somministrazione vengono estese tutte le restrizioni stabilite dal decreto per i contratti a tempo determinato”, ha aggiunto a proposito delle stime di 8mila posti persi l’anno per effetto del decreto.“L’Inps ha condotto le stime su dati quasi interamente forniti dal Ministero del Lavoro e ha avuto due giorni a disposizione per effettuare le stime, una volta ricevuti i dati dal Ministero. Inoltre, la Relazione Tecnica con la stima dell’impatto occupazionale negativo” del decreto dignità “è pervenuta al Ministero una settimana prima della trasmissione del provvedimento alla Presidenza della Repubblica”, ha detto Boeri in audizione davanti alle commissioni Finanze e Lavoro della Camera.
Quindi l’economista ha attaccato direttamente il vicepremier Luigi Di Maio: “Affermare che le relazioni tecniche esprimono un giudizio politico, come ha fatto il ministro Di Maio, significa perdere sempre più contatto con la crosta terrestre, mettersi in orbite lontane dal nostro pianeta”. Un “esercizio molto pericoloso perché, “prima o poi bisognerà spiegare ai cittadini quali sono i vincoli di cui è costellato il mondo reale”.
Quindi, un affondo al governo e al vicepremier Matteo Salvini: “L’esecutivoche mi ha nominato non mi ha mai chiesto di giurare fedeltà al suo programma, né io avrei mai accettato di farlo. Chiedo lo stesso rispetto istituzionale a questo esecutivo, non tanto per me stesso, quanto per la carica che ricopro”. L’Inps, ha aggiunto, “ha 120 anni di storia alle spalle. E’ un’istituzione che ha contribuito a tenere insieme il paese in anni molto difficili. Obbligare il suo Presidente a schierarsi politicamente (cosa oggi richiesta paradossalmente proprio da chi mi ha spesso rinfacciato di politicizzare l’istituto) significa rendere l’istituzione che ho il grande onore di presiedere una istituzione che promuove il conflitto anziché la coesione sociale e svilire le grandi competenze che ha al suo interno. Non sono perciò in nessun modo disposto ad accettare che questo avvenga”.
Fonte: Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev
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