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giovedì 31 maggio 2018

IL SIGNIFICATO DEL BELLISSIMO MURALE DI NUORO

Un murale per Mariangela, la maestra di Nuoro che sfidò i fascisti: "non ucciderete il mio spirito"

È raffigurata in questo bellissimo affresco realizzato da Francesco del Casino in piazza Italia, a Nuoro, commissionato dall’ampi
Mariangela Maccioni
globalist31 maggio 2018
di Mario Gottardi

Mariangela Maccioni
Lei è mastra Marianzela e ve la presento così con questo virgolettato:
"Lei minaccia? Ebbene sappia che io non cedo alle minacce. Non temo chi può uccidere il mio corpo, ma chi può offendere il mio spirito".
Ecco chi è Mariangela Maccioni: una donna, una maestra, di Nuoro (l’accento è sulla ù) che non ha avuto nessuna esitazione, non ha fatto nessun passo indietro davanti alla violenza fascista.
Mariangela nasce il 17 aprile 1891 e a soli 17 anni tiene a bada a #Mamoiada una classe di 90 bambini. Appassionata di filosofia politica e buddista, studia, scrive, legge libri in francese, italiano e poesie sarde. 
Il suo salotto è un vero cenacolo letterario, aperto sempre a tutti. 
La sua è una cultura aperta, democratica, mai supponente.
"La sua casa diviene presto un focolare acceso di fede antifascista - racconta Maria Giacobbe, sua amica - e i giovani che avevano goduto del suo insegnamento sui banchi della scuola continuano ad andare da lei per avere ancora parole di verità".
Mastra Marianzela è l’unica donna nuorese a firmare la "Sottoscrizione Pro Matteotti".
Il suo gesto di libertà la condannerà presto. 
È costretta a insegnare su testi del regime ma si rifiuta di parlare del fascismo in classe. È iscritta al PNF solo formalmente, per poter continuare a insegnare. 
Nel giorno del suo compleanno, nell’anno 1937 (lo stesso in cui morì Gramsci) l’Ovra le piomba a casa per una perquisizione. I gendarmi fascisti trovano testi francesi e una lettera di Graziella Giacobbe (la madre di Maria, la scrittrice di Arcipelaghi) che le aveva dato su un giovane anarchico sardo morto in Spagna combattendo contro i fascisti.
È la prova finale.
Mariangela viene arrestata. Passerà 39 giorni di tormento in carcere a cui seguiranno l’espulsione dall’insegnamento e dalla vita pubblica.
Verrà riabilitata solo nel 1944, quando le viene offerta la direzione della biblioteca comunale di Nuoro “Sebastiano Satta”. 
La sua storia è raccontata nel libro “Memorie politiche” scritto dal marito Raffaello Marchi, antropologo e intellettuale.


È raffigurata in questo bellissimo murales realizzato da Francesco del Casino in piazza Italia, a Nuoro, commissionato dall’Anpi in occasione della Festa della Liberazione del 2018.


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