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giovedì 31 maggio 2018

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Australia, pedofilia: sì della chiesa al risarcimento delle vittime

E' la prima istituzione non governativa ad aderire al piano nazionale per le vittime di abusi sessuali. Più del 60% sono stati commessi in istituzioni cattoliche

Australia, proteste contro la pedofilia

globalist31 maggio 2018
Australia, proteste contro la pedofilia
La Chiesa cattolica australiana è la prima istituzione non governativa ad aderire al piano nazionale di riparazione per le vittime di abusi di pedofilia, che prevede risarcimenti fino a 150 mila dollari australiani ciascuno (circa 97.500 euro). 
Un'assunzione di responsabilità che mette pressione su altre istituzioni perché seguano il suo esempio. Al piano da 3,8 miliardi di dollari australiani (2,5 miliardi di euro) che avrà effetto da luglio, promosso dal governo federale e approvato questa settimana dalla Camera, hanno già aderito tutti gli stati australiani per le istituzioni da essi gestite, tranne finora il Western Australia. 
Per la chiesa anglicana ha già aderito l'arcidiocesi di Melbourne, l'associazione degli scout, l'Esercito della Salvezza e Ymca Australia. La Commissione nazionale d'inchiesta sulle risposte delle istituzioni agli abusi di pedofilia ha accertato che il 7% dei preti e dei fratelli di scuole e collegi cattolici è stato accusato di abusi a minori tra il 1950 e il 2015. 
In alcune diocesi si arriva al 15% di sacerdoti pedofili. Più del 60% di tutti i casi di abusi sessuali in istituzioni religiose che hanno testimoniato davanti alla Commissione, oltre 2.500 in totale, proveniva da istituzioni cattoliche. 
Il presidente della Conferenza Episcopale Australiana, l'arcivescovo Mark Coleridge, ha assicurato che la Chiesa cattolica è "desiderosa di partecipare" al piano di riparazione. "I sopravvissuti hanno diritto alla giustizia e alla guarigione e molti di loro si sono fatti avanti coraggiosamente per raccontare le loro storie". Ha poi annunciato che la Chiesa ha già stabilito un'agenzia centrale per gestire lo schema di risarcimenti.
Soddisfatto anche il primo ministro Malcolm Turnbull. "Se tutti gli stati e le istituzioni attraverso l'Australia decideranno di partecipare - ha detto il premier - lo schema potrà dare riparazione a circa 60 mila persone. La Commissione d'inchiesta ha reso pubbliche esperienze orribili di sopravvissuti e ora lo schema di riparazione darà loro riconoscimento ufficiale e manderà avanti il processo di guarigione".

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