IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

lunedì 30 aprile 2018

UN PD ALLA CANNA DEL GAS

Renzi, Martina non sta sereno: impossibile guidare così il Pd

Il segretario reggente dopo lo show dell'ex premier da Fazio: "Ritengo ciò che è accaduto in queste ore grave, nel metodo e nel merito. Così il Partito rischia solo l'estinzione".
Maurizio Martina

Maurizio Martina

globalist 30 aprile 2018
Non è stato un gran trattamento, diciamolo. Non è stato di valore dimettersi, poi consegnare la reggenza a Maurizio Martina, e infine andare da Fazio e dire come ha fatto Renzi che in fondo il Pd è lui, 'nessun accordo con i Cinque Stelle'. E soprattutto alla luce di una direzione nazionale convocata per il 3 maggio. Martina ha ingoiato il rospo, poi è sbottato. In queste ore stiamo vivendo una situazione politica generale di estrema delicatezza. Per il rispetto che ho della comunità del Partito Democratico porterò il mio punto di vista alla Direzione nazionale di giovedì, che evidentemente ha già un altro ordine del giorno rispetto alle ragioni della sua convocazione". Poi aggiunge: "Servirà una discussione franca e senza equivoci perchè è impossibile guidare un partito in queste condizioni e per quanto mi riguarda la collegialità è sempre un valore, non un problema". E conclude: "Ritengo ciò che è accaduto in queste ore grave, nel metodo e nel merito. Così un Partito rischia solo l'estinzione".

"L'intervista che ha rilasciato Renzi in tv, a Fazio, è stato un episodio grandemente anomalo". Lo scrive su Facebook Goffredo Bettini, eurodeputato del Pd, che invoca un "atto coraggioso e creativo", "azzerando tutto, a partire dai vari partiti che oggi abitano il campo della sinistra". "L'ex segretario - scrive Bettini - aveva promesso un silenzio di due anni. Mai come in queste settimane, invece, in presenza di un segretario reggente, ha tentato di condizionare, intervenire, orchestrare la politica italiana. Tutto ciò in assenza di un confronto sincero e aperto circa il collasso elettorale, organizzativo ed identitario del Pd. E senza che Renzi stesso si sia assunto, almeno una parte, delle responsabilità di ciò che è accaduto, degli errori commessi, degli obiettivi mancati". "L'anomalia diventa insostenibile - prosegue - se si pensa che l'intervento tv di Renzi avviene qualche giorno prima di una attesissima direzione, dove molti avrebbero voluto approfondire insieme i temi sul tappeto, a partire dal rapporto con il M5S, per poi decidere il da farsi attraverso un voto democratico". Ciò dimostra che Renzi "ha una idea proprietaria del partito. Egli intende esercitare la sua sovranità esclusivamente in modo diretto e personale", il che fa sospettare che egli voglia fondare un proprio movimento come Macron. Lo scopo del Pd e "il senso della vocazione maggioritaria", aggiunge Bettini, sta nel tentativo di "fare dell'Italia un Paese più giusto, innovativo, europeista e non diviso dall'odio". Insomma "alle tante energie disperse" della sinistra "non spetterebbe altro che il compito di ricominciare", "azzerando tutto, a partire dai vari partiti che oggi abitano il campo della sinistra".

"Mi riservo di sentire il segretario reggente prima di fare commenti". E' quanto si è limitato a dire il ministro della Giustizia Andrea Orlando, a margine dell'inaugurazione di uno sportello di prossimità del Tribunale di Genova, ai cronisti che gli chiedevano un commento sullo stop di Matteo Renzi all'ipotesi di un governo Pd-M5S.

Nessun commento:

Posta un commento