Ribadisce di essere “fiducioso” nella possibilità di un contratto di governo con il Pd sul modello tedesco, “perché sulla carta ci sono tanti punti di convergenza“. Nel giorno in cui Matteo Renzi tornerà in tv intenzionato – stando ai retroscena dei principali quotidiani – a sbarrare la strada a un esecutivo con il M5s, il capo politico dei pentastellati Luigi Di Maio sul Corriere scrive una lettera-appello ai dem. In cui elenca i punti in comune – dall’immigrazione alla giustizia al taglio dei costi della politica – su cui ritiene sia possibile costruire non “un’alleanza“, perché “un’alleanza è uno scambio di poltrone, un do ut des di potere”, ma “il governo dei cittadini”, “per fare gli interessi degli italiani”. Ecco allora l’elenco di “azioni immediate per migliorare la qualità della vita” dei cittadini e “interpretare al massimo lo spirito della terza repubblica”. Tra le priorità Di Maio inserisce però anche la reintroduzione dell’articolo 18, il reddito di cittadinanza, la legge sul conflitto di in
Per Renzi intesa “impossibile”. Ma nessun veto al confronto – L’eventuale contratto, anticipa il leader M5s, verrà comunque “sottoposto alla votazione dei nostri iscritti online sulla piattaforma Rousseau“. Così come il Pd, stando a quanto annunciato dal reggente Maurizio Martina, intende consultare la base se la direzione del 3 maggio darà il via libera almeno a “un confronto” con il Movimento. Prima dell’appuntamento di giovedì, per, gli occhi sono puntati su Renzi che domenica sera sarà a Che tempo che fa. Secondo tutti i quotidiani, l’ex premier ritiene impossibile l’intesa con i Cinque stelle perché “se ci fosse un governo con loro la sinistra scomparirebbe”. Il neo senatore comunque non metterà il veto a un incontro tra i dirigenti dem e la delegazione pentastellata perché “se perfino Kim e Moon si vedono, volete che non si parlino i democratici e i grillini?”.
Nell’appello di Di Maio anche articolo 18 e reddito di cittadinanza – Le azioni su cui secondo Di Maio è possibile trovare un accordo sono, in parte, quelle già individuate nello studio del professor Giacinto Della Cananea. Ma il candidato premier M5s ci aggiunge anche cavalli di battaglia come la legge sul conflitto di interessi, che nella prima stesura del contratto non compariva. E pure la reintroduzione dell’articolo 18 rilanciata di recente dal ministro del Lavoro in pectore Pasquale Tridico, che per i renziani è una linea rossa su cui non si può trattare. Per Di Maio è necessaria almeno “come “misura ponte” in attesa di una piena realizzazione del reddito di cittadinanza e della riforma dei centri per l’impiego” e in vista di “una flexicurity alla danese che, a regime, consentirà di superare le rigidità dei contratti di lavoro”. Torna dunque, nero su bianco, anche l’obiettivo del reddito di cittadinanza, che dopo le elezioni era diventato un traguardo di lungo periodo da raggiungere partendo dal potenziamento del Reddito di inclusione (Rei) partito a gennaio. Non a caso il testo messo a punto dal docente di diritto amministrativo si limitava a prospettare un “potenziamento degli attuali sistemi di sostegno al reddito”. Di Maio invece scrive che “i fondi del Rei non sono sufficienti e le politiche attive del lavoro non funzionano” e “il reddito di cittadinanza risolverebbe entrambi i problemi“. Poi cita anche la “pensione di cittadinanza per gli anziani”.
“Convergenze su tasse e costi della politica” – Per il lavoro “si può partire dal salario minimo orario“, proposta cara a Renzi, e creare nuovi posti “ad esempio con la banca pubblica di investimento per finanziare a tassi agevolati le Pmi”. Sul fronte delle tasse, “il MoVimento 5 Stelle prevede una riduzione delle cinque aliquote Irpef oggi in essere, mentre loro ipotizzano una detrazione per i figli a carico; per le imprese il MoVimento 5 Stelle preferisce dimezzare l’Irap; dall’altra parte si parla di un’ulteriore riduzione dell’aliquota Ires. Il fine è lo stesso, un’intesa si può trovare”. Di Maio, che vede convergenze anche sui costi della politica e l’efficienza della pubblica amministrazione: “I tagli agli sprechi sono un nostro storico cavallo di battaglia e il programma del Pd prevede il ricalcolo dei vitalizi col metodo contributivo, un tetto agli stipendi dei manager pubblici e la trasformazione delle costose auto blu in auto elettriche e sostenibili”.
Agente sotto copertura per i reati di corruzione e interdizione perpetua dai pubblici uffici per i condannati – Sulla giustizia “entrambi vogliamo semplificare e ridurre i tempi dei processi attraverso l’applicazione del rito del lavoro e investendo nella digitalizzazione anche in ambito penale”. Per la lotta a mafia e corruzione “loro prevedono meccanismi di prevenzione per l’infiltrazione mafiosa nelle istituzioni. Per noi si può realizzare una riforma complessiva dell’ordinamento penitenziario e con la modifica del 416ter”, scrive ancora Di Maio, “senza dimenticare l’estensione dell’agente sotto copertura per i reati di corruzione, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per i condannati in via definitiva e una modifica sostanziale della prescrizione.
La Ue: “Superare il fiscal compact, smantellare elusione ed evasione” – Sull’Europa e l’euro le posizioni restano quelle a cui il Movimento è approdato durante la campagna elettorale: “Agli 11 milioni di italiani che ci hanno votato abbiamo garantito la continuità dell’Italia nell’Unione europea e monetaria“, pur puntando a “una profonda modifica dei vincoli di austerità, oltre che dell’impianto della governance economica e istituzionale europea. Dovremo superare il fiscal compact e avviare il percorso di definizione di un’unione fiscale per smantellare il sistema di elusione ed evasione. Questa impostazione è oggi condivisa anche dal Pd”. Quanto alla questione dei migranti, “c’è la revisione del Regolamento di Dublino e l’equa ripartizione dei migranti tra tutti i Paesi dell’Ue”, spiega Di Maio. Sulla sicurezza, “c’è la comune volontà di aumentare le risorse per la cyber security e l’assunzione immediata di 10.000 nuovi agenti nelle forze dell’ordine”.
Sanità: “Ok ridurre le liste di attesa, ma occorre anche incremento del Fondo” – Punti di contatto, secondo Di Maio, ci sono anche sul capitolo sanità: il Pd “scrive nero su bianco di voler ridurre le ormai lunghissime liste d’attesa. Siamo d’accordo, ma occorre un serio incremento del Fondo sanitario nazionale e un piano di assunzioni per infermieri e medici”.