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lunedì 30 aprile 2018

ENDOMETRIOSI E ISTERECTOMIA

Endometriosi, Lena Dunham e l’isterectomia | Oltre la diagnosi

Una nota attrice americana, Lena Dunham, non molto tempo fa, su ‘Vogue Usa’ ha deciso di raccontare la sua esperienza rispetto alla recente isterectomia (asportazione chirurgica dell’utero) subìta a seguito di anni di lotta contro l’endometriosi.
L’endometriosi è una malattia che si manifesta con la presenza anomala di tessuto endometriale (che riveste la superficie interna dell’utero) al di fuori della cavità uterina (ovaie, peritoneo, tube, intestino) e provoca forte dolore pelvico, mestruale e durante i rapporti sessuali (dispareunia). Ci si accorge, spesso, di esserne affette dal momento in cui si percepisce in continuazione la falsa sensazione di dover andare in bagno (disagio rettale). Tale patologia, che può presentarsi in modi differenti e con diversi livelli di gravità, può risultare fortemente invalidante per chi ne è affetta. È, inoltre, recidivante, ovvero non si guarisce mai una volta per tutte; perciò, molte donne sono costrette ad affrontare diversi interventi a salvaguardia della propria salute nell’arco della loro vita.
L’unico tipo di risoluzione, ad oggi, definitiva, che garantisca la totale guarigione, è l’isterectomia, alla quale molte donne, gravemente malate, si sottopongono dopo anni di estenuanti lotte. È questo il caso dell’attrice Lena Dunham che ha suscitato un vivace dibattito, in quanto persiste, per un’ingente parte della popolazione, l’ancoraggio ad un’atavica cultura rurale, nell’esplorazione dei fenomeni, che vede nella rinuncia alla possibilità di procreare un’equivalente rifiuto/perdita della propria femminilità.
Ci siamo, dunque, domandati, alla luce di tale etichettamento, quali possano essere i risvolti psicologici, nell’essere affette da una patologia tanto invalidante da comportare scelte irreversibili?
L’endometriosi, difatti, va ad intaccare diversi domini dell’esistenza femminile: da quello sessuale a quello dell’identità di genere e, ultimo, ma non meno importante: quello della maternità (Ferrero S. et al., 2005 ; Caruso S. & Giuliani M., 2015 ; Geremia L. et al., 2012 ; Ferraro F., 1992 ; Righetti P.L. & Luisi S., 2007 ; Bulletti C. et al., 2010).
Nelle donne affette da endometriosi si riscontrano, quindi, elevati livelli di stress cronico; per cui tali pazienti risulterebbero maggiormente a rischio per quanto concerne lo sviluppo di disturbi dell’umore (depressione maggiore e bipolarità), ansia e disturbi di adattamento (Pope C.J. et al., 2015 ; Sepulcri R.D. et al., 2009). Il dolore cronico ciclico che colpisce le pazienti sintomatiche le renderebbe, poi, maggiormente vulnerabili allo sviluppo di stati depressivi, rispetto a coloro che, pur avendo l’endometriosi, non presentano nessun sintomo doloroso (Pope C.J., Sharma V., Sharma S., Mazmanian D., 2015).
Il dolore pelvico cronico si dimostra, dunque, associato a conseguenze negative non solo fisiche, ma anche psicologiche e socio-relazionali, nella misura in cui la donna affetta da tale sintomo ha difficoltà in ambito lavorativo, sessuale, sociale ed esperisce sbalzi d’umore e livelli moderati/gravi di depressione e ansia. Altra variabile di cambio, nell’insorgenza di disturbi psichiatrici, sembrerebbe essere il lasso di tempo, spesso eccessivamente lungo, che intercorre tra l’insorgenza dei sintomi e la diagnosi. A seguito dello sviluppo del sintomo psichico, le pazienti affette da endometriosi rivelano una rappresentazione deficitaria del Sé e un abbassamento notevole dei livelli di autostima e self-efficacy.
“Per le sue importanti implicazioni e per la sua pervasività è possibile affermare che l’endometriosi è l’artefice di una ferita narcisistica che fa sentire la donna incompleta, inadeguata e colpevole, schiacciata da un profondo senso d’inferiorità” (Ardenti R., 2011). Difatti, i meccanismi difensivi messi in atto dalle pazienti affette da endometriosi sono finalizzati all’elaborazione dei vissuti di vergogna, colpa, rabbia ed in ultimo, perdita (lutto) suscitate dalla malattia (Ardenti R., 2014 ; Geremia L. et al., 2012 ; Denny E. & H.Mann C., 2008).
In merito all’ampia costellazione di emozioni riscontrate in queste pazienti, emerge, non casualmente, un senso di vuoto improvviso, che si estende a macchia d’olio, coinvolgendo ogni area della loro esistenza (Lorencatto et al., 2006) e sarebbe proprio questo Io svuotato, impoverito ad indurre nelle stesse vissuti di natura prevalentemente ansiosa e depressiva.
Appare, dunque, evidente, alla luce dei dati presentati, quanto sia di fondamentale importanza che queste pazienti possano essere sostenute da figure professionali preparate, tra le quali quella dello psico-sessuologo, nell’immediato post-diagnosi, così come sul lungo termine.
Un professionista che possa fungere da catalizzatore, nell’elaborazione dei vissuti della paziente e contribuire all’instaurarsi di una prospettiva di vita gratificante, dopo la malattia, mediante l’accettazione della stessa, del dolore e della terapia farmacologica che comporta, oltre che della non di minor importanza gestione relazionale e personale dei sintomi.

Tirocinante: Tjuana Foffo
Tutor: Fabiana Salucci
SITOGRAFIA


BIBLIOGRAFIA
  • Ardenti, R. (2011). Sindrome da sterilità: il complesso d’inferiorità e la relativa compensazione. Rivista Psicologia Individuale, 69: 51-61.
  • Ardenti, R. (2014). Endometriosi e femminilità. Dialoghi Adleriani, 1:19-34.
  • Bulletti, C., Coccia, M.E., Battistoni, S., Borini, A. (2010). Endometriosis and Infertility. J Assist Reprod Genet, 27: 441–447.
  • Caruso, S. & Giuliani, M. (2015). Aspetti psico-sessuologici dell’endometriosi. Il Pungiglione, 32: 4-7.
  • Denny, E., & Mann, C. H. (2008). Endometriosis and the primary care consultation. European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology, 139(1): 111-115.
  • Ferraro, F. (1992). La gravidanza e il suo interdetto: un’esplorazione psicoanalitica. In M. Ammaniti (ed. 1992). La gravidanza tra fantasia e realtà. Roma: Il Pensiero Scientifico.
  • Ferrero, S., Esposito, F., Abbamonte, L. H., Anserini, P., Remorgida, V., & Ragni, N. (2005). Quality of sex life in women with endometriosis and deep dyspareunia. Fertility and Sterility, 83(3): 573-579.
  • Geremia, L., Ippolito, R., Belluomo, G., Cariola, M.,Vitale, S.G., Cianci, A. (2012). Qualità di vita nelle pazienti con endometriosi: Recent trends. Rivista Italiana Ostetricia Ginecologia, 33: 404-411.
  • Lorencatto, C., Alberto Petta, C., José Navarro, M., Bahamondes, L., & Matos, A. (2006). Depression in women with endometriosis with and without chronic pelvic pain. Acta Obstetricia et Gynecologica Scandinavica, 85(1): 88-92.
  • Pope, J.C., Sharma, V., Sharma, S., Mazmanian, D. (2015). A Systematic Review of the Association Between Psychiatric Disturbances and Endometriosis. Women’s Health, 37(11):1006–1015.
  • Righetti, P. L. & Luisi, S. (2007). La procreazione assistita: aspetti psicologici e medici. Torino: Bollato Boringhieri.
  • Sepulcri, R.D.P., & Do Amaral, V. F. (2009). Depressive symptoms, anxiety, and quality of life in women with pelvic endometriosis. European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology, 142(1): 53-56.

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