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lunedì 30 aprile 2018

ECCO LA CASA PER IMPRENDITORI LADRI, AD, DIRETTORI MASCALZONI. I VATICANENSI NEMMENO QUESTA. FANCULO A QUESTO ARTICOLO

Vivremo in case di 9mq che si auto-alimentano

Come sarà la casa del futuro? Piccola, ecologica, trasportabile e molto altro. Ecco qualche esempio

La casa di domani? Protagoniste di Inhabits – Milano City Design sono state le case del futuro esposte in occasione del Fuori Salone, in un’area di 10mila metri quadri del Castello Sforzesco a Milano. Uno spazio dedicato alle house units: un’anteprima di come potrebbe essere la città di domani.
Parole d’ordine sono state spazi ridotti e sostenibilità ambientale. Ma anche abitazioni semplici da realizzare, trasportare ed efficienti.
Nello spazio milanese è stata mostrata “aVOID” la Tiny House realizzata da Leonardo di Chiara. Con un’ampiezza di soli 9 metri quadrati, è la più piccola casa mobile realizzata in Italia. Si tratta di un’unica lunga stanza priva di arredi. Lungo le pareti, però, vi sono dispositivi che permettono allo spazio di mutare e di rispondere in maniera efficace alle normali esigenze di una casa. Le sue dimensioni la rendono una casa facilmente trainabile da un’automobile. Perfetta per quartieri che si spostano all’interno delle metropoli.
Biosphera 2.0 realizzato da Akti Vhaus Biocostruttori, invece è un modulo abitativo di 25 metri quadrati autonomo a livello energetico. Al suo interno mette a disposizione tutti i comfort per chi vi abita, ma non solo: infatti è stato realizzato pensando di “mettere al centro” l’uomo e studiando i cambiamenti dell’organismo in base alle condizioni climatiche.
L’attenzione all’ambiente è un aspetto importante da perseguire nelle case di domani. Un esempio? Genesi: una soluzione abitativa che strizza l’occhio all’ecologia, così come M.A.Di. che sta per Modulo Abitativo Dispiegabile, che grazie alla tecnica del dispiegamento permette di ottenere edifici antisimici e anche temporanei. Una soluzione da prendere in considerazione, ad esempio, in caso di calamità naturali.
Autosufficiente, invece, è la parola che si può utilizzare per descrivere Spaceship,  una casa che sembra una navicella progettata da Rubner Haus con gli studenti dello Ied (Istituto Europeo di Design) di Torino. Da questa collaborazione è nato un modulo in legno che sembra una navicella spaziale. La struttura può sfruttare il sole e la fotosintesi per produrre energia. Ma non solo, anche cibo, ossigeno e acqua per chi ci vive dentro. Visivamente è una struttura in legno alla quale si accede da un portellone che funge anche da rampa.
Non è mancata un’idea molto futuristica per Italcementi: “3D Housing 05”, un progetto che porta la firma di Massimiliano Locatelli di CLS Architects, sviluppato con Arup e Cybe e che era esposto in piazza Beccaria. Una “casa stampata”, che utilizza la tecnologia della stampa 3 D, realizzata da moduli autoportanti, vuoti e ancorati al suolo. Il tetto, non stampato, è ricoperto di erba.

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