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martedì 1 agosto 2017

MSF VS VIMINALE

Msf: no al codice del Viminale perché il nostro compito è solo salvare vite

Il direttore Eminente: "No a funzionari di Polizia armati a bordo e al divieto di trasbordare su altre navi le persone soccorse"
Msf, su trasbordo migranti e funzionari armati a bordo naufraga il patto col Viminale
globalist1 agosto 2017
La trattativa c'era stata: venerdì scorso il Viminale aveva predisposto la versione definitiva del Codice di Condotta, accogliendo alcune richieste delle ong. Su due punti si è però arenato il tentativo di mediazione: uno strappo che ha convinto Medici senza Frontiere (ma anche la tedesca Jugend Rettet) a non sottoscrivere il regolamento. I nodi da sciogliere riguardano la presenza di polizia a bordo e il possibile divieto di trasbordo su altre navi delle persone soccorse. Il direttore generale di Msf, Gabriele Eminente, ha voluto però chiarire che «tutti i punti non problematici del codice saranno rispettati come abbiamo sempre fatto. Abbiamo apprezzato l'approccio costruttivo del ministero, ma il documento non sottolinea che il nostro obiettivo è salvare vite e poi c'è l'indisponibilità a emendare i punti controversi».

Nel Codice, in riferimento all'impegno chiesto alle ong di non trasferire i migranti soccorsi sul altre navi, è stata inserita la frase: «eccetto in caso di richiesta del competente Centro di coordinamento per il soccorso marittimo e sotto il suo coordinamento, basato anche sull'informazione fornita dal capitano della nave». Secondo Msf, che ha inviato una lettera al ministro Marco Minniti, non è sufficiente perché il dispositivo penalizza l'attività delle navi più piccole: "Nell’esperienza degli ultimi due anni - scrive l'organizzazione nel socumento destinato a Minniti - le navi più piccole hanno spesso fornito un contributo essenziale alle operazioni, stabilizzando i barconi in difficoltà in attesa che navi più grandi provvedessero al soccorso e all’imbarco dei naufraghi. Le nostre unità navali sono molto spesso sopraffatte dall’elevato numero di barconi che si trovano contemporaneamente in stato di difficoltà, e la vita e la morte in mare è una questione di minuti. Il codice di condotta mette a rischio questa fragile equazione di collaborazione tra diverse navi con diverse capacità, comportando il rischio effettivo che le navi più piccole siano costrette ad abbandonare frequentemente la zona di ricerca e soccorso e, nel medio periodo, addirittura a cessare di operare".

Msf, su trasbordo migranti e funzionari armati a bordo naufraga il patto col Viminale
Medici senza Frontiere ha poi respinto l'ipotesi della presenza a bordo di funzionari di polizia armati: una misura contraria alla politica “no- weapons” che l'ong applica rigorosamente in tutti i progetti operativi nel mondo. "La nuova versione del codice garantisce che le attività umanitarie non saranno ostacolate dalla presenza di funzionari di polizia a bordo delle nostre navi, ma - al tempo stesso - si richiede ancora alle nostre équipe di contribuire attivamente alla raccolta di elementi utili ad attività di polizia e investigative, e questo costituisce una distorsione sostanziale della nostra missione. Il codice non fa poi alcun riferimento ai principi umanitari e alla necessità di mantenere la più assoluta distinzione tra le attività di polizia e repressione delle organizzazioni criminali e l’azione umanitaria, che non può essere che autonoma e indipendente".

Di diverso avviso il rappresentante di Save the Children Valerio Neri. Al termine dell'incontro al Viminale ha chiarito che «gran parte dei punti del codice di condotta indicano cose che già facciamo e ci sono stati chiarimenti su un paio di punti che ci preoccupavano, quindi non abbiamo avuto problemi a firmare. Siamo convinti - ha aggiunto - di aver fatto la cosa corretta e mi dispiace che altre ong non ci abbiano seguito, ma evidentemente avevano altre sensibilità».

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