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sabato 5 agosto 2017

ITALIA NUCLEARE

In Italia 90mila metri cubi di scorie nucleari

ARTICOLOTRE
-Redazione- In Italia ci sono oltre 90mila metri cubi di rifiuti radioattivi derivanti dalle centrali dismesse(75mila metri cubi) e dalle attività industriali, mediche e di ricerca (15mila), a cui si aggiungono 58mila metri cubi di rifiuti provenienti da attività di bonifica di installazioni industriali contaminate accidentalmente.
Cosa ne facciamo? 
Andranno nel deposito nazionale che l'Italia è chiamata ad avere operativo entro il 2024. Solo che per realizzarlo manca ancora tutto.
Manca il programma nazionale per la gestione delle scorie, manca la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il futuro deposito (la cosiddetta Cnapi, che in realtà è stata redatta dalla Sogin nel 2015 sulla base dei criteri dell’Ispra ma che da allora è in attesa di pubblicazione e di cui, quindi, non si nulla) e manca il luogo dove sorgerà questo deposito.
Quello che invece c’è già, è il rischio di incorrere nell'ennesima procedura di infrazione. Secondo la direttiva 2011/70 del Consiglio europeo, infatti, il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi doveva essere presentato entro il 23 agosto 2015. Cosa che non è avvenuta. Così, lo scorso il 13 luglio la Commissione europea ha inviato un “parere motivato”, ovvero un richiamo formale che ci dà tempo 60 giorni per evitare il deferimento alla Corte di giustizia europea.
 Appena due mesi per recuperare un ritardo di anni.
3  agosto 2017

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