Tettamanzi
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IL CARDINAL DIONIGI TETTAMANZI È MORTO

Dionigi Tettamanzi è morto. Il cardinale lombardo, ex arcivescovo di Milano e di Genova, negli anni novanta segretario generale della Conferenza episcopale italiana, è scomparso all’età di 83 anni. Tettamanzi si è spento intorno alle 10.30 di oggi sabato 5 agosto presso la Villa Sacro Cuore di Triuggio, nella Casa della spiritualità dove si era ritirato alla fine del suo mandato.

LA MORTE DEL CARDINAL DIONIGI TETTAMANZI

L’arcivescovo emerito di Milano era da tempo malato, e negli ultimi giorni le sue condizioni erano peggiorate. Tettamanzi, nato in Lombardia nel 1934, da giovane è stato un apprezzato teologo, insegnando  al seminario di Venegono Inferiore e poi diventando rettore del Pontificio seminario lombardo di Roma, prima di esser promosso alla guida di una diocesi. Nel 1989 è diventato arcivescovo di Ancona-Osimo, incarico lasciato nel 1991 quando diventa il segretario generale della Cei. Nel 1995 Dionigi Tettamanzi diventa arcivescoco metropolita di Genova, dove si farà particolarmente apprezzare per la sua vicinanza agli ultimi. Nel 2002 Papa Giovanni Paolo II lo sceglie per prendere il posto del cardinale Carlo Maria Martini per guidare la più grande diocesi di Milano, dove rimane per 9 anni.Tettamanzi avrebbe avuto un ruolo importante anche nel Conclave del 2005 che portò alla nomina a Papa di Joseph Ratzinger. Benedetto XVI, nonostante diverse differenze, lo confermò per due anni  alla guida della diocesi di Milano oltre la fine del mandato per limite di età.  Tettamanzi è stato poi sostituito dal cardinale Angelo Scola, a cui proprio poche settimane fa è succeduto l’arcivesvo Mario Delpini.

DIONIGI TETTAMANZI, IL CARDINALE DEGLI ULTIMI

Dionigi Tettamanzi si è particolarmente distinto nella sua attività per l’attenzione agli ultimi, scontrandosi per questo anche contro la politica, seppure sempre con parole miti per tutti. Nel 2001 dedicò grande attenzione al G8 di Genova, durante il suo mandato da arcivescovo metropolita della diocesi ligure. A Milano ha promosso una cultura dell’integrazione e del rispetto verso i migranti negli anni del forte flusso nell’area metropolitana lombarda, proseguendo in modo deciso la strada tracciata dal cardinal Martini negli anni novanta. Quando è scoppiata la grave recessione degli scorsi anni, Tettamanzi creò un fondo Famiglia-Lavoro dotato di risorse finanziarie stanziate dalla diocesi per aiutare chi era colpito dalla crisi.