IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

domenica 2 luglio 2017

VENEZIA NON VUOLE PIU' I TURISTI

Venezia in piazza contro i turisti. “Per noi non è rimasto più spazio” – La Stampa

Oggi la nuova mobilitazione di comitati e associazioni. “Impossibile trovare una casa, ogni alloggio diventa un B&b”
Un esercito di trentamila pendolari, ogni mattina, entra a Venezia ed è costretto ad andar via a fine giornata. Tutti via, alla fine del turno di lavoro o al termine delle lezioni a Cà Foscari. Per abitare stabilmente nella perla della laguna non c’è più posto. La voracità degli alberghi e il business degli affittacamere (7mila b&b sui 20 mila di tutto il Veneto) stanno trasformando la città a uso esclusivamente turistico. E così i residenti stanno scendendo verso quota 50 mila.

Di fronte a un’emorragia inarrestabile, i cittadini hanno deciso di scendere in piazza. Lo faranno oggi in una data simbolica: a Cracovia c’è la riunione annuale dell’Unesco, che concederà alla città una deroga di altri due anni per porre rimedio a quelle problematiche che 12 mesi fa erano valse un cartellino giallo, con la minaccia che arrivasse il rosso, col rischio di uscire dalla lista dei Patrimoni dell’Umanità. Per evitare la bocciatura entro il 2019 si dovrà trovare una soluzione anche alla questione “grandi navi”: si prevede che per quella data non passeranno davanti a piazza San Marco e transiteranno per il canale Vittorio Emanuele. Il 2 luglio è anche il secondo compleanno dell’amministrazione Brugnaro. A quasi metà mandato la città si è trasformata sotto il profilo dei successi sportivi – il calcio, la squadra di Pippo Inzaghi in serie B, il basket del sindaco-presidente addirittura campione d’Italia – ma gli abitanti chiedono soprattutto una rivoluzione demografica.

«L’antico ospizio Cà di Dio, che si affaccia su piazza San Marco, diventa albergo, l’ex comando di Polizia locale, pure: questi sono solo gli ultimi esempi di una strategia che depaupera la città dei residenti», tuona Marco Gasparinetti, il portavoce del gruppo civico “25 aprile” che oggi sfilerà, da fondamenta Arsenale fino a Riva degli Schiavoni, assieme ad altre 33 associazioni e migliaia di persone, partecipando a “Minovadovia”. «Avevamo riposto grande fiducia nell’Unesco – è il grido di protesta – che aveva dettato come principale condizione il raggiungimento dell’equilibrio tra le esigenze degli abitanti e quelle dei turisti. Sono bastati impegni generici del Comune per farli desistere dalle minacce. Al contrario, anche l’isola della Giudecca perderà la sua vocazione residenziale in favore delle catene di hotel e della valorizzazione turistica in genere: assieme a Murano, con diecimila abitanti complessivi, era l’unica che aveva retto all’assalto». Qualcuno, ora, dovrà riferirlo anche a Elton John, che l’aveva scelta proprio per la tranquillità che ancora vi si respirava.

«A questo punto – sollecitano i comitati cittadini – l’Unesco ha fallito il proprio compito: lasci la sede cittadina, pagata dai veneziani. Così almeno potremo ottenerne degli alloggi per trattenere qualcuno degli indigeni che sono costretti a fuggire».

Che si stia andando verso il punto di non ritorno lo confermano le parole di Andrea Bertoldini, neo presidente della Confartigianato, l’associazione che per la prima volta ha deciso di scendere in piazza al fianco dei cittadini: «La deriva che spinge la città storica verso la mono cultura turistica sta mettendo fuori gioco residenti e attività artigianali. Di fronte a questa situazione, che definirei drammatica, non vediamo da parte della politica e dell’amministrazione della città alcuna presa di coscienza da parte dell’amministrazione».

Il sindaco Luigi Brugnaro – «che vive a Mogliano, in provincia di Treviso», ricordano i movimenti – per il momento sembra più impegnato a rilanciare l’immagine della città a livello internazionale, invece che avviare un piano straordinario di rilancio dell’edilizia destinata ai veneziani, come promesso durante la prima mobilitazione. Proprio venerdì scorso ha promosso il progetto “Invest in Venice”, lanciando un accorato appello: «Credete in Venezia perché nei prossimi anni si parlerà della nostra città. Dopo Dubai, Boston, Lisbona, adesso potrebbe essere la nostra grande occasione. Il ritorno degli investimenti è legato alla chiarezza delle idee che ci sono sul territorio. Il progetto per questa città- ha detto il primo cittadino- lo abbiamo delineato chiaramente e parla dello sviluppo delle sue infrastrutture: porto, aeroporto, ferrovie, connettività e fibra ottica, perché se riparte Venezia possiamo dare il segnale che può ripartire l’Italia».

Nessun commento:

Posta un commento