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martedì 4 luglio 2017

UN PEDOFILO PER CONDANNARE UN PEDOFILO PARTE 2

Pedofilia nella Chiesa, il nuovo prefetto della Congregazione non denunciò un prete pedofilo

Francisco Ladaria Ferrer è stato promosso da Papa Francesco al posto del tedesco Gerhard Ludwig Müller, licenziato perché avrebbe fatto poco contro la pedofilia nella Chiesa
Ombre pesanti si allungano su Francisco Ladaria Ferrer, il nuovo prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, appena nominato da Papa Francesco. Secondo quanto scrivono la Repubblica e L’Espresso, Ladaria non avrebbe denunciato un prete pedofilo, lasciando che, da ex prete, violentasse altri bambini nella stessa comunità. I giornalisti Emiliano Fittipaldi e Giuliano Foschini hanno ricostruito la vicenda di Don Gianni Trotta, ormai ex sacerdote che, condannato come pedofilo a spretarsi, non venne denunciato alle autorità su richiesta proprio di Ladaria.
Dopo il caso del cardinale George Pell e le accuse nei suoi confronti di aver coperto preti pedofili in Australia, Papa Francesco si trova ad affrontare un’altra vicenda spinosa.
L’aggravante, ricorda Repubblica, è che la nomina di Ladaria è stata decisa dal Pontefice in sostituzione del tedesco Gerhard Ludwig Müller che, a detta del Santo Padre, non avrebbe fatto abbastanza per combattere il fenomeno della pedofilia nella Chiesa. Ladaria a oggi presiede l’organo che un tempo era noto come Santa Inquisizione e che ancora oggi vigila sulla purezza della dottrina della Chiesa cattolica.
Secondo la ricostruzione dei due giornalisti, Trotta viene processato per pedofilia e violenza sessuale dal Vaticano nel 2009: parroco di un piccolo paese in provincia di Foggia, viene condannato alla massima pena, cioè la messa in stato laicale, con un decreto firmato da Ladaria, allora segretario della Congregazione, e dal suo superiore, il prefetto William Levada.
Appartenente alla congregazione della Piccola Opera della divina provvidenza e residente nel vescovado di Lucera, Trotta viene costretto ad abbandonare la Chiesa perché “colpevole di delitti con minori contro il sesto comandamento“. La citazione arriva da un decreto in latino, citato da Repubblica e L’Espresso, del 16 marzo 2016 a firma di Ladaria: è in quel documento che, pur riconoscendolo Trotta come pedofilo, si chiede di non dire nulla alle autorità italiane per non “dare scandalo ai fedeli“.
L’esatta frase citata dai due giornalisti recita: “l’ordinario faccia in modo per quanto possa, che la nuova condizione del sacerdote dimesso non dia scandalo ai fedeli“.
Ladaria chiede dunque il silenzio, permettendo così a Trotta di rimanere nel paesino come allenatore della locale squadra di calcio dei pulcini. Sotto la nuova veste le violenze non si fermano e l’ex parroco abusa di alcuni bambini, oltre a molestare via chat delle bambine: secondo le accuse della procura di Bari sono decine le vittime.
Come fanno notare i giornalisti, la procedura seguita da Ladaria è perfettamente legale: in base ai Patti Lateranensi i membri della Chiesa non hanno l’obbligo di denunciare eventuali condotte dei sottoposti, anche se hanno rilevanza penale.
http://www.nanopress.it/mondo/2017/07/03/pedofilia-nella-chiesa-il-nuovo-prefetto-della-congregazione-non-denuncio-abusi/178107/

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