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venerdì 7 luglio 2017

SPERLARI E SAILA DIVENTANO TEDESCHE

Made in Italy addio: i torroncini Sperlari e le mentine Saila diventano tedesche

Il gruppo svedese Cloetta che aveva rilevato i marchi nel 2013 ha ceduto le attività italiane alla Katjes International
Sperlari e Saila ceduti alla Katjes International
globalist7 luglio 2017
Sperlari e Saila ceduti alla Katjes International
Storia delle marche italiane di un tempo che ora passano di mano in mano e finiscono all'estero: i torroncini, le caramelle e la mostarda Sperlari e le mentine Saila passano di mano e diventano tedesche. Il gruppo svedese Cloetta, propietario dei marchi, ha annunciato infatti di avere firmato un accordo con Katjes International per cedere le attività italiane.
L'intesa, che riguarda anche Dietorelle e Galatine, ha un valore di 450 milioni di corone (circa 46,5 milioni di euro). La vendita dovrebbe concludersi entro settembre.
La Katjes International, holding del gruppo Katjes specializzato nelle caramelle, ha rilevato Cloetta Italia, che fa capo all'omonimo gruppo svedese. La società tedesca, già leader di mercato in Belgio e numero due in Francia, diventa con questa operazione la numero due anche in Italia.
"Come quarto mercato in Europa occidentale l'Italia ha sempre rappresentato per noi un punto centrale per consolidare la nostra posizione", ha spiegato Tobias Bachmueller, di Katjes International, aggiungendo che, "con l'acquisizione del numero due italiano del settore con marchi saldamente posizionati, abbiamo compiuto un passo significativo per la nostra crescita".
Nel 2013 gli svedesi di Cloetta hanno inglobato i marchi storici italiani nell'ambito della fusione con il gruppo californiano Leaf. Da allora, però, non sono mai riusciti a rendere redditizia l'attività. 
Cloetta Italia ha il suo quartier generale a Cremona, dove nel 1836 venne fondata la Sperlari, e altri 3 stabilimenti a Gordona (Sondrio), San Pietro in Casale (Bologna) e Silvi Marina (Teramo), per un totale di circa 400 addetti e un fatturato annuale intorno a 80 milioni di euro.
All'inizio del 2017 l'azienda svedese annunciò di "aver avviato una revisione strategica del business in Italia che avrebbe potuto includere anche la potenziale uscita dal business". "La svalutazione di Cloetta Italia - ha sottolineato Danko Maras, cfo di Cloetta - rappresenta la presa d'atto di una performance di business difficile negli ultimi tempi, che ha portato infine a questa decisione. In ogni caso, la cessione di Cloetta Italia consentirà al gruppo di raggiungere il proprio obiettivo di margine operativo del 14% in modo più mirato. Inoltre, la cessione migliorerà i margini di Cloetta e la redditività del capitale investito".

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