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martedì 11 luglio 2017

SOLO IL 60% USA INTERNET: PENULTIMI IN EUROPA

Internet: solo il 60% degli italiani lo usa, siamo penultimi in Europa

Nell'ultimo anno il numero di coloro che navigano in rete è cresciuto del 3% ma è sempre poco
L'Italia resta al penultimo posto della classifica Ue per l'uso di internet
globalist11 luglio 2017
L'Italia resta al penultimo posto della classifica Ue per l'uso di internetL'Italia resta al penultimo posto della classifica Ue per l'uso di internet, nonostante la percentuale della popolazione che naviga sia cresciuta di 3 punti nel 2016, arrivando al 60%. Il web, sottolinea il presidente dell'Agcom Angelo Cardani, è utilizzato meno della media Ue per acquisti, servizi bancari e video on demand, nella media per social network, mentre unico indice sopra la media è il consumo di contenuti digitali (musica, video, giochi).
Un fenomeno "di estrema gravità è la diffusione voluminosa, istantanea e incontrollata di notizie deliberatamente falsificate o manipolate". La questione fake news finisce sotto la lente del presidente dell'Agcom, che nella relazione annuale al Parlamento si schiera a favore di "un intervento normativo" e contro l'autoregolamentazione dei colossi web, che promettono "di sviluppare algoritmi per rimuovere le informazioni false e virali", ma sono anche "i principali 'utilizzatori' gratuiti dell'informazione".
Nella relazione annuale, inoltre, l'Agcom rileva che, dopo 10 anni di ininterrotta contrazione, nel 2016 le telecomunicazioni tornano a crescere, con ricavi in aumento dell'1,5%. La spesa di famiglie e imprese in servizi tlc mostra un incremento vicino all'1% rispetto ad una riduzione dell'1,8% nel 2015. Di fronte alla contrazione dei ricavi dai tradizionali servizi voce (-7,6%), continuano a crescere le risorse derivanti dai servizi dati (+5,6%). Nel 2016 si registra così per la prima volta il "sorpasso" dei ricavi da servizi dati su quelli da servizi voce.
Nel mercato dei media "la stampa è il settore che evidenzia i segnali di maggiore sofferenza" e "i quotidiani continuano a mostrare il declino strutturale": i ricavi complessivi nel 2016 calano del 6,6%, con una riduzione maggiore dei ricavi pubblicitari (-7,7%) rispetto a quelli derivanti da vendita di copie, inclusi i collaterali (-6%), ipotizzando invariati i contributi e le provvidenze.
Nel trend di generale contrazione delle risorse del settore media, sottolinea poi l'Agcom, la tv "mostra nel 2016 i più evidenti segni di ripresa", tornando ad attestarsi "sopra gli 8 miliardi di euro". Si segnala "un livello di concentrazione elevato" nella tv in chiaro con "oltre l'80% dei ricavi" e "tipicamente molto elevato" nella pay.

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