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giovedì 27 luglio 2017

ORLANDO-MINNITI CONTRO I TRANSGENDER

Con i decreti Orlando – Minniti è illegale essere transgender 

L’ideologia del decoro come ritorno al medioevo: un breve commento al vergognoso episodio accaduto a Napoli
Ogni giorno che passa ci rendiamo sempre più conto di quanto repressive e fasciste siano le disposizioni contenute nei Decreti Orlando-Minniti: dopo l’episodio di Gianluca Dicandia, denunciato per aver criticato il Governo (http://www.retedellaconoscenza.it/blog/2017/07/13/se-criticare-il-governo-diventa-reato-siamo-tutt-criminali/), è il caso di Roberta e la sua amica, due giovani transessuali di Napoli che, mentre chiacchieravano nei pressi della stazione, sono state portate in Questura con l’accusa di adescamento, multate, denunciate e colpite da daspo urbano, venendo cacciate dal quartiere in cui vivono per 48 ore. L’unica loro “colpa” sarebbe quella di essere transessuali e quindi, secondo la violentissima equazione etero-patriarcale “transessuale=prostituta”, “indecorose”, minando la pubblica decenza .
Con i nuovi decreti targati Partito Democratico siamo tornati indietro ai tempi del Fascismo, dove veniva punita la libertà di dissenso e di manifestazione, dove essere gay, lesbiche, transgender o transessuali era un reato contro la pubblica decenza e dove i migranti, i richiedenti asilo e in generale gli stranieri venivano arrestati e rinchiusi come avviene oggi nei CPR – i nuovi Centri di Identificazione ed Espulsione – veri e propri lager per chi ha l’unica “colpa” di scappare da guerra e devastazione.
E’ necessario oggi più che mai creare un fronte ampio e inclusivo contro questi decreti e contro le politiche razziste e omotransfobiche del Partito Democratico, oramai indistinguibile da quelle della Lega Nord e del Movimento 5 Stelle, che rappresentano ad oggi un insulto alla decenza e civiltà umana.
Se esprimere la propria opinione, scappare in cerca di un futuro migliore ed essere liberi di esprimere se stess* sono diventati reati, allora siamo tutt* criminali! Risponderemo a questo clima di repressione con ancor più socialità, aggregazione e condivisione, rianimando le strade e includendo sempre di più in ottica di comunità ragazze come Roberta e la sua amica, affinché ciascun* di noi sia libero di vivere la propria quotidianità senza rendere conto a nessuno.

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