L’alleanza tra il Pd e Silvio Berlusconi? “”Se ci fosse chiederei agli iscritti che ne pensano, attraverso un referendum“. Ventiquattro ore dopo le parole di Matteo Renzi all’assemblea dei circoli di Milano, arriva un messaggio chiaro in direzione del segretario del Pd. E ad inviarlo è il secondo classificato alle primarie del 30 aprile scorso. “Quello di un partito della Nazione con Berlusconi sarebbe uno scenario inquietante e improponibile“, sono le parole scelte da Andrea Orlando per rispondere alle domande di Maria Latella su Sky Tg 24. Aggettivi netti che rilanciano una proposta già avanzata durante la campagna elettorale delle primarie: un referendum sulla possibile alleanza tra i dem e Forza Italia. Ipotesi che dopo l’esito delle ultime amministrative viene indicata da più parti come l’unica strada possibile per il ritorno di Renzi a Palazzo Chigi. “Mi pare che anche Renzi abbia negato. Ma se cessiamo di essere di sinistrasarebbe un’altra cosa. Ora bisogna lavorare per scongiurare questo scenario”, ha detto il Guardasigilli.
Per la verità, proprio la giornata di ieri aveva chiarito l’esatto opposto: alle prossime politiche appare improbabile che il Partito democratico guidi una coalizione di centrosinistra alleandosi con Mdp di Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema e Insieme di Giuliano Pisapia. Gli unici a crederci ancora sembrano essere l’ex sindaco di Milano – organizzatore della manifestazione di piazza Santi Apostoli – e sul fronte renziano il ministro Maurizio Martina, mentre appaiono nette le chiusure di D’Alema e Bersani (“Andremo alle elezioni ognuno con la sua piattaforma“) e  ovviamente dell’ex premier (“Chi immagina il centrosinistra senza il Pd vince il premio Nobel della fantasia”).
Il ministro della giustizia, però, predica ottimismo. E guarda il bicchiere mezzo pieno, cioè proprio Martina e Pisapia. “Non vedo contrapposizione tra le parole d’ordine delle due manifestazioni di Roma e Milano. Se guardiamo ai contenuti, penso alle parole di Martina che riprendono il filo di quelle di Pisapia, credo ci siano le condizioni per ricomporre il centrosinistra. A patto di mettere da parte e superare i personalismi“, dice Orlando. E l’opinione di Bersani che invece non reputa in grado il Pd di guidare il centrosinistra? “Ho riscontrato toni parzialmente diversi tra Pisapia e Bersani. Non mi aspetto che due soggetti che partono verso una ricucitura abbiano già all’inizio un’armonia, altrimenti non ci sarebbe lavoro da fare. Penso ci sia molto da fare, ma dove il centrosinistra si è diviso è stato sconfitto. Questa è una buonissima ragione per tutti per darsi da fare per ricostruire l’unità del centrosinistra”, dice il numero uno di via Arenula, consapevole che l’ostacolo principale per il suo progetto è la legge proporzionalecon la quale si andrà con tutta probabilità alle prossime elezioni. “Se non si modifica il Consultellum- aggiunge infatti il Guardasigilli – vedo il rischio di un’alleanza Pd-Fi. Dobbiamo fare di tutto per scongiurare questo scenario. Alla direzione di luglio ci faremo sentire, non ci rassegneremo all’idea del proporzionale e spingeremo per costruire la coalizione partendo da una legge elettorale con premio di coalizione. È un passaggio inevitabile se vogliamo ricomporre il popolo”.
E in questo senso il ministro ha dedicato una battuta a Romano Prodi.  “Il contributo di Prodi è sempre assolutamente importante e mi auguro che non venga meno in questa fase. Spero che non ci siano tende che si spostano… Prodi, non solo può fare il Vinavil, ma può dare anche una mano sui contenuti”, ha detto il ministro riferendosi a quanto dichiarato qualche giorno fa dal professore. “Leggo che il segretario del Partito democratico mi invita a spostare un po’ più lontano la tenda. Lo farò senza difficoltà: la mia tenda è molto leggera”, aveva detto minacciando in pratica di lasciare il Pd.