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mercoledì 5 luglio 2017

LE DONNE SUICIDA DELL'ISLAM

Donne suicide, l'ultima macabra "strategia" dello Stato Islamico a Mosul

Sette donne hanno tentato di immolarsi lunedì nel centro storico della seconda città dell'Iraq
Un'ondata di donne suicide ha colpito le forze di sicurezza irachene che tentano di liberare gli ultimi metri dell'ovest di Mosul.
Veronica Matta GLOBALIST5 luglio 2017
Un'ondata di donne suicide ha colpito le forze di sicurezza irachene che tentano di liberare gli ultimi metri dell'ovest di Mosul.
Un'ondata di donne suicide ha colpito negli ultimi giorni le forze di sicurezza irachene che tentano di liberare gli ultimi metri dell'ovest di Mosul. E' l'ultimo "strategia" messa in atto da decine di militari dell'autodenominato Stato Islamico che anima la resistenza nella seconda città dell'Iraq. "E'ciò che rimane. Decine di francotiratori e kamikaze", conferma al quotidiano spagnolo El Mundo il generale Yahia Rasul, portavoce dell'esercito iracheno. "Le nostre truppe avanzano con lentezza. Davanti c'è meno di un chilometro quadrato pendente da recuperare", aggiunge l'ufficiale. Le donne hanno iniziato a immolarsi negli ultimi quattro giorni in quello che sembra essere una tattica di alcuni militanti. 
Il lunedì due donne suicide hanno firmato l'attacco contro i soldati nell'ovest di Mosul. Almeno un soldato iracheno ha perso la vita e altri cinque sono stati feriti. Durante la stessa giornata le autorità hanno dato la caccia ad altre sette donne caricate di esplosivi. Per evitare nuovi incidenti, l'esercito ha obbligato le donne al ritiro del velo. Già nel passato maggio, il niqab (la veste che copre tutto il corpo salvo gli occhi) era stato proibito negli spazi pubblici dei quartieri liberati come mezzo di sicurezza per prevenire attacchi da parte delle cellule dormienti che il gruppo ha a Mosul. Tra le donne inviate dall'Is e intercettate dalle autorità, ci sono anche diverse adolescenti. Uno dei documenti d'identità localizzato insieme ad una delle attaccanti mostra una giovane di soli 15 anni che aveva studiato a Bangladesh.

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