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sabato 1 luglio 2017

LA POTENZA LEGA NORD

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I SONDAGGI CHE MOSTRANO PD E M5S IN CALO DAVANTI ALLA LEGA NORD

I sondaggi mostrano Pd e M5S che lottano sul 26 per cento. Ma non crescono. Anzi, a salire di un punto percentuale sono lega e Forza Italia. il premier Paolo Gentiloni è il leader più apprezzato. Forse perché defilato. 
Ne parla Ilvo Diamanti oggi su Repubblica: 
“LIVELLO locale conta essere presenti con candidati credibili. A livello nazionale è importante farsi sentire.Anche se solo criticamente. I due partiti, peraltro, restano in testa alle preferenze degli elettori. Quasi alla
pari. Intorno al 26%. Ma arretrano, entrambi.
Il Pd, in particolare, tocca il livello più basso, degli ultimi tre anni. Tuttavia, è ancora il primo partito. Dietro a loro,
Forza Italia e Lega risalgono di circa un punto. Uniti, potrebbero competere per il primato. Ma separati restano a oltre
dieci punti di distacco da Pd e M5S. I due partiti che, ormai da anni, si fronteggiano.
Almeno, nei sondaggi. Dietro, c’è molta frammentazione. A destra, al centro, nella sinistra, vecchia e nuova. L’impatto
delle amministrative risulta, comunque, forte anche rispetto alla popolarità dei leader. E il prezzo più alto lo paga,
di nuovo, Matteo Renzi. Ottiene, infatti, fiducia dal 32% dei cittadini: 7 punti meno di un mese fa. Si tratta del livello
più basso dal 2014, quando il “rottamatore” è sceso decisamente in campo. Senza guardare in faccia nessuno. (Sicuramente
non Enrico Letta…) Va aggiunto, peraltro, che Renzi non perde posizioni rispetto agli altri leader nazionali. Davanti
a lui, ma di poco, vi sono Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Dietro: tutti gli altri, vecchi e nuovi. Di destra, centro e
sinistra. Da Pisapia a Berlusconi. Da Di Maio e Grillo fino ad Alfano e Speranza, che chiudono la graduatoria, sotto il
20%. L’unico leader che conferma la propria posizione “di comando” è il premier, Paolo Gentiloni. Sempre primo,
con il 45% delle preferenze. Una valutazione che conferma il giudizio nei confronti del governo che egli presiede. In
leggera crescita negli ultimi tre mesi, con il 41%. L’orientamento verso Gentiloni e il suo governo è, comunque, significativo.
Gentiloni piace perché è diverso dagli altri.

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