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lunedì 3 luglio 2017

LA MAY FAMOSA QUASI VASCO ROSSI: FRA FASCISTI ...

Londra, centomila contro Theresa May – Remocontro

Almeno 100mila persone in piazza a Londra per chiedere le dimissioni della premier Theresa May. I dimostranti da ogni parte del Regno Uniti si sono riuniti per protestare contro ‘l’impegno dei conservatori all’austerità, tagli e privatizzazione’. È intervento il leader del Labour, Jeremy Corbyn
C’è rabbia tra le gente comune, tra i lavoratori, in Gran Bretagna. Bersaglio del terrorismo esterno e bersaglio della austerità a senso unico di casa. Il leader laburista in mezzo a insegnanti, pompieri, impiegati chiede che l’inchiesta Grenfell, il grattacielo del rogo, il monumento alla speculazione, si allarghi a tutta l’edilizia popolare.
«Grenfell ci ha insegnato qualcosa sulla politica degli alloggi. L’austerità è in ritirata come anche gli argomenti economici che la giustificano. E anche i conservatori».
Il segretario del Labour, che ormai cavalca i sondaggi dopo esserne stato per due anni deriso, ha chiesto di ampliare la commissione d’inchiesta nominata da Theresa May su Grenfell a tutta l’edilizia abitativa popolare.
Questo mentre si apprende che ad alcuni inquilini, sopravvissuti dopo aver perso tutto, il ‘Council’ ha preteso un’altra rata d’affitto: grottesca mancanza di rispetto oppure, nella migliore ipotesi, patetica disorganizzazione.
Nove giorni fa il ‘Day of rage’ per le vittime del rogo di North Kensington aveva richiamato in piazza un migliaio scarso di persone: ieri secondo gli organizzatori, il gruppo The People Assembly, erano circa in centomila. Arrivati da tutto il paese, in treno, nei pullman dei sindacati: una fiumana di insegnanti, pompieri, medici e funzionari pubblici stanchi dei sette anni di implacabile dissanguamento del settore pubblico ideologicamente imposto dai Tories con la scusa della crisi che ha sfilato da Oxford Circus fino a Westminster.
Ai microfoni di Sky Matt Wrack, segretario generale del sindacato dei vigili del fuoco, ha denunciato con forza la politica di austerity del governo: «Durante la mia segreteria il corpo dei vigili è stato letteralmente decimato, fatto a pezzi. Undicimila licenziamenti, numeri record di caserme chiuse e di autocisterne decommissionate».
A un anno esatto dal golpe fallito ai suoi danni, Corbyn è ufficialmente ormai la sensazione politica del paese. Lo acclamano migliaia di insegnanti, medici, studenti e attivisti.
Il leader ha ripetuto il messaggio di questi giorni: l’austerity è una scelta politica nel nome della quale si punta al risparmio sulla sicurezza dei più svantaggiati.
Corbyn ha saputo connettersi con la nazione, ormai rispettato al centro e adorato a sinistra, dice cose che nessuno ha mai sentito dire in quelle sedi, e tutto, o molto, diventa improvvisamente possibile.

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