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sabato 1 luglio 2017

IL TOUR DI JOHNNY LO ZINGARO A GENOVA

Johnny lo Zingaro è arrivato a Genova in taxi, poi si è dileguato

Ricerche per trovare l'ergastolano. L'avvocato: pensava di aver pagato abbastanza e diceva che lo avevano messo in mezzo sulla morte di Pasolini
Giuseppe Mastini detto Johnny lo zingaro
globalist1 luglio 2017
Un giallo, al momento. Voglia di libertà? Paura di essere coinvolto nelle nuove indagini sul caso Pasolini? Giuseppe Mastini, l'ergastolano in semilibertà detto Johnny lo Zingaro, di cui da ieri mattina si erano perse le tracce e considerato evaso dal carcere di Fossano (Cn) ufficialmente da ieri sera alle 21, è stato avvistato a Genova. Del caso si occupa la polizia penitenziaria, coadiuvata dalle forze dell'ordine. L'avvistamento risale a ieri alle 12 in zona stazione Brignole del capoluogo regionale ligure. Le immagini relative alla zona sono al vaglio della polizia genovese.

Giuseppe Mastini detto Johnny lo zingaro
Di Mastini non si avevano più notizie da quando ieri mattina aveva lasciato il carcere di Fossano (Cuneo) per recarsi al lavoro a Cairo Montenotte, nel savonese. Ieri Johnny lo Zingaro non si è presentato nel luogo dove svolgeva la sua attività lavorativa. In base alle prime ricostruzioni ha raggiunto Genova in taxi, per poi far perdere le sue tracce. Sicuramente ha preso un treno. Forse in direzione Francia, forse in direzione Roma. Tra poco le telecamere sveleranno il mistero. 

"Giuseppe Mastini era dispiaciuto per il suo passato criminale, ma era anche convinto di aver pagato a sufficienza per i reati commessi". Lo sostiene Enrico Ugolini, avvocato torinese che negli ultimi due anni ha assistito l'ergastolano Jonnhy lo Zingaro, 57 anni, irreperibile da ieri mattina, quando è uscito dal carcere di Fossano per recarsi a lavoro. "Mastini stava compiendo un percorso di recupero condiviso, perché voleva cambiare vita", ha affermato il legale, con il quale dal momento della fuga l'evaso non si è mai messo in contatto. Al difensore, Mastini ha spesso sostenuto di essere stato utilizzato come "capro espiatorio". Come per il caso dell'omicidio Pasolini. "Il mio cliente mi ha sempre detto di non aver mai conosciuto né incontrato l'intellettuale. Ma che qualcuno l'aveva messo in mezzo". 
Di tutti i reati di cui è accusato, Mastini ha ammesso soltanto l'omicidio della guardia Michele Giraldi, durante una sparatoria del 1987 a Roma.

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