Il Sud Italia continua a bruciare. Dalla Campania alla Sicilia, passando per Puglia, Basilicata e Calabria sono centinaia gli incendi che la Protezione civile e i vigili del fuoco hanno dovuto affrontare anche mercoledì. Molteplici le situazioni critiche: particolarmente delicati gli interventi a San Vito Lo Capo e alle isole Tremiti dove le fiamme hanno circondato strutture turistiche e spiagge costringendo la Guardia costiera a evacuare via mare – anche con l’ausilio di volontari – oltre 700 turisti. Ancora fiamme in Campania, dove sono stati arrestati due piromani e i roghi non danno tregua alle pendini del Vesuvio, nel Potentino e in diverse zone della Calabria. L’allerta nel Meridione ha spinto il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti a dire che “stiamo ragionando con il ministro Pinotti” riguardo all’uso dell’esercito, mentre si sono attivate le procure di Torre AnnunziataPalermo ed Enna. Perché dietro i roghi che stanno devastando il Meridione c’è la mano dell’uomo. Un sospetto, molto concreto, che viene sillabato dai sindaci di diversi comuni colpiti dalle fiamme di questi giorni e della magistratura che sta valutando anche l’uso delle immagini satellitari per scovare chi ha innescato gli incendi.
Il fumo del Vesuvio arrivato in Salento (immagine dal satellite)

Le indagini – Ma, a Palermo, il problema non è legato solo a chi ha appiccato le fiamme. I magistrati si sono mossi per comprendere se ci siano stati “eventuali inadempienze della Regione siciliana nel sistema di prevenzione“. La procura di Torre Annunziata ha invece aperto un fascicolo per “incendio doloso”, per ora a carico di ignoti. E sulla stessa accusa si concentrano i magistrati di Enna per ricostruire le cause delle fiamme che hanno distrutto il vallone Scaldaferro, tra Enna e Calascibetta, bruciando oltre 400 ettari, dei quali una quindicina di boschi e porzioni di territorio sottoposto a vincolo paesaggistico. Solo con mezzi di terra – perché nessun aereo era disponibile nonostante l’imponente dispiegamento di forze – i forestali e vigili del fuoco hanno limitato i danni impedendo che venissero distrutte abitazioni anche se si registrano danni a capannoni. Nel pomeriggio, intanto, sono stati fermati i primi due piromani. Uno di loro, un agricoltore, è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri della forestale mentre appiccava un incendio boschivo in un’area adiacente la sua proprietà nel comune di Solopaca, in provincia di Benevento.
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La lotta contro il fuoco – Prosegue intanto senza sosta la lotta per arginare il fronte degli incendi. Protezione civile regionale, canadair del Dipartimento nazionale, vigili del fuoco e polizia locale sono in azione in tutto il Sud. Tra Ercolano e Ottaviano vengono impiegati circa 300 persone – tra cui diversi volontari – per tenere almeno sotto controllo la situazione più complessa, che si registra nella parte bassa della cinta tra Ercolano e Torre del Greco. Nel pomeriggio si è aperto un nuovo fronte con un rogo che lambisce ormai una frazione alta di Positano e avanzano verso Agerola e il Monte Faito. Si riscontra invece un miglioramento nell’area dell’Osservatorio vesuviano che comunque resta presidiata. Incendi diffusi si segnalano anche in provincia di Salerno, in particolare a San Rufo e Avellino, dove è ancora critica la situazione a Montoro. Decine i video postati in Rete da cittadini campani per documentare come il fumo e la ceneriviaggino a decine e decine di chilometri di distanza dai luoghi interessati dagli incendi. Fiamme si registrano anche nel Foggiano, in provincia di Catanzaro dopo il fuoco lambisce alcune abitazioni e nel Potentino.
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Continua a bruciare la Sicilia- In Sicilia, sono diverse le province toccate dalle fiamme. L’emergenza principale si è registrata a San Vito Lo Capo, dove circa 700 turisti sono stati evacuati via mare da un villaggio turistico, dopo che un rogo aveva circondato gli accessi della struttura. Durante la mattinata erano stati tre i fronti più importanti. Impegnate le squadre di forestali e dei vigili del fuoco: uno a Castellammare del Golfo in provincia di Trapani, uno ad Adrano nel Catanese e un altro sull’isola di Lipari. E’ invece stato domato l’incendio che da ieri minacciava la zona di Cozzo Busino, vicino a Monreale.  A Castellammare del Golfo le fiamme sono arrivate a minacciare alcune abitazioni evacuate precauzionalmente e sono andati a fuoco oltre 1000 ettari di verde: “Dietro i roghi ci sono menti malate”, ha detto il sindaco Niccolò Coppola. In azione, oltre ai mezzi di terra, ci sono un canadair e un elicottero della Marina militare. A Lipari il rogo ha impegnato per tutta la notte i vigili del fuoco, la forestale ed i carabinieri che con le sirene hanno allertato nel cuore della notte i residenti che nelle loro case non si erano accorti di nulla. L’ultimo focolaio è stato spento intorno alle 10. Ingenti i danni: 3 chilometri di macchia mediterranea ridotti in cenere, lambite villette e residence, distrutti vigneti e orti, serbatoi d’acqua e pali della luce. Le indagini dei carabinieri hanno accertato che anche questo incendio, il decimo che si è sviluppato nell’isola nelle ultime settimane, sarebbe di origine dolosa.