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giovedì 27 luglio 2017

FINALMENTE PERQUISITA ACEA PER IL DISASTRO SICCITA' DEL LAGO BRACCIANO

La siccità di Bracciano diventa caso giudiziario: perquisita l'Acea, indagato il presidente

La procura di Civitavecchia ha aperto un'inchiesta dopo numerose denunce. Il ministro Galletti: troppe perdite d'acqua, alcuni comuni vanno commissariati
Sull'allarme siccità del lago Bracciano è arrivata la Procura di Civitavecchia che ha disposto una perquisizione di tutti i documenti dell'Acea Ato 2 Spa a Roma
globalist27 luglio 2017
Sull'allarme siccità del lago Bracciano oggetto negli ultimi giorni dell'attenzione mediatica e politica è arrivata la Procura di Civitavecchia che ha disposto una perquisizione di tutti i documenti dell'Acea Ato 2 Spa a Roma. Le indagini sono state affidate ai carabinieri del Noe i quali hanno comunicato in una nota: "Con riferimento alla criticità ambientale che sta interessando il lago di Bracciano, - si legge - sono state presentate più denunce alla Procura della Repubblica di Civitavecchia disponendo la contestuale esecuzione di una perquisizione locale, previa notifica di avviso di garanzia per inquinamento ambientale, presso gli uffici di Acea Ato 2 Spa. Sequestrati documentazione relativa alla captazione di acqua dal bacino lacustre". 
Paolo Tolmino Saccani, presidente di 'Acea Ato 2', è indagato per inquinamento ambientale dalla Procura di Civitavecchia nell'ambito dell'inchiesta sulla 'captazione' dell'acqua dal lago di Bracciano. 
Secondo quanto si è appreso gli accertamenti sono stati sviluppati sulla base di una serie di esposti presentati nelle scorse settimane, a partire da quello riferibile ai comitati cittadini di Bracciano e Martignano; ma anche degli amministratori locali. L'iscrizione - è stato sottolineato - del rappresentante legale della società è stata un "atto dovuto".

Sull'allarme siccità del lago Bracciano è arrivata la Procura di Civitavecchia che ha disposto una perquisizione di tutti i documenti dell'Acea Ato 2 Spa a Roma
La reazione del Ministro all'Ambiente Gian Luca Galletti
In tempi di siccità come questi è impensabile perdere il 40% dell'acqua per tubazioni colabrodo". Lo ha detto in audizione in commissione Ambiente al Senato il ministro Gian Luca Galletti, secondo cui "il commissariamento di quei Comuni che ancora non aderiscono agli Enti d'ambito, come sul lago di Bracciano, è necessario e indifferibile". Bracciano, ha sottolineato, "si trova nella più grave emergenza idrica registrata nell'Italia centrale".
"E' inaccettabile - ha aggiunto - che dei 300 miliardi di metri cubi d'acqua che in Italia piovono ogni anno, riusciamo a captarne solo l'11%. Uno spreco che un Paese come il nostro, che deve e dovrà fare ancor di più i conti in futuro con problemi di siccità, non si può permettere".
"La pianificazione ambientale non può in alcun modo essere vista in maniera distinta da quella del servizio idrico integrato - ha quindi spiegato Galletti -. Un percorso in cui esistono, inutile nasconderlo, alcune difficoltà". Il ministro, ricordando il lavoro degli Osservatori dedicati a favorire la "gestione ottimale" dell'acqua, ha rilevato che "per fronteggiare la situazione", la siccità, "abbiamo avviato un metodo di tipo 'proattivo', basato sul costante monitoraggio delle variabili idrometeorologiche e delle disponibilità idriche, sul continuo aggiornamento degli scenari, sull'individuazione e sulla predisposizione di misure ed interventi di prevenzione".
Galletti ha poi detto che "il presupposto di tutto questo è la riforma strutturale messa in campo con la nuova governance del settore. La riforma, attesa da tempo, oltre a riallineare l'Italia con quanto richiesto dall'Europa, ha previsto la riduzione del numero degli Enti: da 7 Autorità di bacino nazionali e 30 Autorità di bacino interregionali e regionali siamo passati a 7 Autorità distrettuali, di cui 2 insulari".

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