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lunedì 10 luglio 2017

ERDOGAN E OPPOSIZIONE

Turchia, guerra di prudenza tra Erdogan e opposizione

ARTICOLOTRE
-di Monica Mistretta- Nella sua "marcia della giustizia" lo hanno accompagnato migliaia di manifestanti. Ma l'ultimo dei 450 chilometri ha voluto percorrerlo da solo. Kemal Kilicdaroglu, leader del principale partito di opposizione turco, il Chp, è arrivato oggi alla tappa finale della marcia nel distretto di Maltepe a Istanbul, a pochi passi dalla prigione in cui è detenuto Enis Berberoğlu. È per lui che il 15 giugno è cominciata la marcia: il giorno prima il deputato del Chp, ex giornalista, aveva ricevuto una condanna a 25 anni di carcere per aver rivelato un segreto di stato. La spedizione di armi ai ribelli siriani su camion controllati dai servizi di intelligence turchi.
A Maltepe, dove l'attendeva un milione e mezzo di turchi, Kilicdaroglu ha definito la marcia "un primo passo, una rinascita". 
Dal fallito golpe dell'estate del 2016 in Turchia sono state arrestate circa 50.000 persone. 100.000 hanno perso il lavoro. Il paese è ancora in stato di emergenza. In aprile è passato, con un risicato vantaggio, il referendum costituzionale che nel 2019 permetterà di abolire la carica di primo ministro conferendo pieni poteri al presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Kilicdaroglu a Maltepe ha parlato di "era dittatoriale". Lui, però, non sembra rischiare l'arresto.
Kemal Kilicdaroglu è curdo e alevi, seguace di una forma liberale di sciismo turca. Ma non fatevi illusioni. Kemal non ha mai levato una sola parola in difesa dei curdi e delle minoranze turche. Anzi, tre anni fa, in piena guerra civile siriana, aveva dichiarato in televisione di essere pronto a prendere le armi in caso di proclamazione di uno stato curdo indipendente in Iraq. Nell'agosto del 2016 il deputato era stato attaccato da militanti curdi mentre era in viaggio nel nord est della Turchia.
E se Erdogan è riuscito a eseguire migliaia di arresti nel paese, lo deve anche al leader del Chp che in passato lo ha appoggiato votando per l'abolizione dell'immunità parlamentare. Berberoğlu è il primo deputato del Chp ad essere arrestato negli ultimi 15 anni, da quando Erdogan è al potere. Nel migliore dei casi i turchi hanno sempre giudicato innocua l'opposizione di Kilicdaroglu.
Ancora oggi la polizia turca ha protetto la sua marcia della giustizia creando un apposito cordone di sicurezza di 15.000 guardie attorno ai manifestanti. La settimana scorsa la polizia locale ha arrestato sei uomini sospettati di affiliazione con lo Stato Islamico: secondo le autorità stavano progettando un attacco contro la marcia della giustizia.
Ma adesso qualcosa è cambiato e Kilicdaroglu è diventato un eroe nazionale per tutti quelli che si oppongono a Erdogan, anche per i curdi. 
Alla marcia non ha voluto insegne di partito: solo bandiere turche e cartelli con la scritta "adalet", giustizia. Il principale partito curdo, l'Hdp, adesso appoggia la sua marcia. Il 3 luglio nella provincia di Kocaeli una delegazione del partito curdo ha accompagnato per un tratto la marcia della giustizia nei pressi della prigione di Kandıra, dove è detenuta la deputata dell'Hdp Figen Yüksekdağ. Poi la polizia turca è intervenuta impedendo alla delegazione di unirsi a Kilicdaroglu. Lui si muove con prudenza: fin dall'inizio ha dichiarato alla televisione turca Fox Tv di non aver nessuna intenzione di passare per Erdine, la città a ovest di Istanbul, dove è detenuto in un carcere di massima sicurezza uno dei massimi leader del Hdp, Selahattin Demirtaş. Un modo per rassicurare Erdogan.
Kilicdaroglu ha radicalmente cambiato atteggiamento verso l'Hdp. Nel dicembre del 2016, in una conferenza a Diyarbakir, nel sud est della Turchia, il leader dell'Chp ha dichiarato di avere diverse idee per risolvere la questione curda e sanare le ferite. Con particolare attenzione al "Gap Project", un ambizioso progetto per la costruzione di 22 dighe sui fiumi Tigri ed Eufrate. Un'opera da milioni di dollari nella Anatolia sud orientale che cancellerebbe di fatto interi territori e alla quale i curdi sono ostili.
Il 9 giugno, poco prima dell'avvio della marcia, Kurdpress parlava di un'incontro tra Kilicdaroglu e i rappresentanti dell'Hdp. Tema: la protesta contro il referendum costituzionale di Erdogan.
Eppure non è sui curdi che conta il prudente Kilicdaroglu. Il 4 luglio il leader d'opposizione ha firmato un appello alla Corte di Strasburgo per contestare il conteggio delle schede senza timbro nel referendum costituzionale di Erdogan. Due giorni dopo il parlamento europeo ha sospeso i negoziati per l'adesione di Ankara all'Ue.
Il 5 giugno il ministro degli esteri tedesco, Sigmar Gabriel, in Turchia per negoziare il diritto del suo governo a visitare i soldati tedeschi presso la base di İncirlik, prima di partire ha voluto incontrare il leader del Chp. I negoziati sono falliti e oggi Berlino ha cominciato il ritiro delle truppe dalla base turca.
Ankara ha più volte accusato la Germania di aver lasciato passare la frontiera a decine di "foreign fighter" dell'Ypg curdo in Siria. Per Erdogan l'Ypg è emanazione del Pkk, il suo principale nemico, e quindi organizzazione terrorista. Il tema dei "foreign fighter" tedeschi in Siria continua ad alimentare la stampa turca. Alla fine di giugno un report della polizia turca ha parlato di oltre 400 combattenti stranieri nell'Ypg. Moltissimi dalla Germania.
I curdi sono una comunità ben organizzata sul suolo tedesco. Il pubblico in Turchia è ossessionato dall'idea che Berlino stia indirettamente supportando i curdi del Pkk in Siria. In realtà, il Pkk in Germania è fuori legge dal 1993. Ma le sue associazioni, non direttamente affiliate, sono ancora attive. Il governo tedesco è stato uno dei paesi occidentali più attivi nel fornire armi ai gruppi curdi nel nord dell'Iraq e all'Ypg in Siria. Secondo i quotidiani tedeschi, Berlino sta cercando di crearsi alleanze coperte che in futuro le garantiranno l'accesso a un'area strategica del Medio Oriente e renderanno il paese autonomo dal gas russo.
E la Germania è uno dei paesi che ha sospeso le garanzie di credito per la costruzione del Gap Project, tanto inviso ai curdi. Ufficialmente perché non rispettava i requisiti ambientali. 
Forse Kilicdaroglu ha capito dove sta tirando il vento. Ha cambiato atteggiamento con i curdi ed è salito sul cavallo tedesco. Erdogan sa che il leader del Chp non marcia da solo: per questo non rischia lo scontro.

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