Non c’è stato nessuno scoppio, soltanto il boato del palazzo che cadeva. E un testimone lo descrive così: “Un tonfo, una grande nuvola bianca con urla strazianti che ho ancora nella testa”. E’ successo intorno alle 6.30, quando il terzo e quarto piano – l’ultimo – di una palazzina sono crollati a Torre Annunziata, in provincia di Napoli. Almeno quattro sono i dispersi. I vigili del fuoco, oltre trenta che da questa mattina stanno scavando a mani nude tra le macerie, con l’aiuto delle unità cinofile e di una escavatrice, hanno individuato tre vittime. Nessuna identificata ufficialmente. Anche se sui primi due corpi, uno di sesso femminile e l’altro di sesso maschile, che sono stati portati dalle ambulanze verso l’obitorio di Castellammare di Stabia per il riconoscimento, non sembrano esserci dubbi: sarebbero l’architetto Gaetano Cuccurullo e la moglie Eddy Laiola. “Manca ancora l’ufficialità  – spiega il sindaco Vincenzo Ascione – ma credo oramai ci siano pochissimi dubbi sul fatto che le due persone estratte prive di vita dalle macerie siano loro”. L’uomo è un funzionario dell’ufficio tecnico del Comune di Torre Annunziata. Della famiglia Cuccurullo mancherebbe all’appello anche il figlio Marco di 25 anni. Poi i quattro componenti la famiglia Guida: il padre Pasquale, la moglie Anna e due figli minorenni, di 8 e 11 anni. Non si hanno notizie anche di Pina Aprea una sarta di 65 anni che abitava da sola nella palazzina: non si esclude che sia uscita molto presto da casa. La terza vittima è ancora sotto le macerie e i soccorritori sono a lavoro per liberarla. Ancora non è certo se sia viva o morta.
La procura ha aperto un’inchiesta per crollo colposo e sono stati acquisiti dall’Ufficio tecnico del Comune i primi documenti relativi all’immobile e ai lavori di manutenzione ordinaria che stavano interessando i piani inferiori dell’edificio.
00:38
“I primi due – ha detto il sindaco Vincenzo Ascione – erano disabitati e interessati da lavori di ristrutturazione. Dove risiedevano le famiglie dei dispersi erano il terzo e quarto. Connessione tra i lavori e il crollo? Non possiamo dirlo”. Poi ha aggiunto: “Saranno gli organi inquirenti a stabilire se vi sia una connessone tra i lavori e il crollo. Ora ci auguriamo solo che le operazioni di scavo permettano di salvare quante più vite umane”. Durante i soccorsi, due vigili sono rimasti feriti: uno è stato colpito da un cane, impegnato nelle ricerche, e caduto da un terrazzo sovrastante. E’ stato portato in ospedale, ma le sue condizioni non sono preoccupanti. La parte che è crollata è quella in cui c’erano le camere da letto.
Le condizioni strutturali dell’edificio – La palazzina si trova in via Rampa Nunziante, a ridosso del lungomare e nei pressi di una stazione ferroviaria trenitalia, che è stata chiusa anche per le macerie e i calcinacci che ostruiscono i binari. E i due piani, dicono alcuni testimoni, sono crollati poco dopo il passaggio di un treno. “Ho sentito il rumore del palazzo che crollava”, racconta una persona che abita a ridosso dell’edificio. E aggiunge: “Qui sotto passano i treni merci e qualcuno mi ha detto di aver sentito che poco prima del crollo ne era passato uno”. Una testimone che abita al quarto piano di un condominio di via Gino Alfani, di fronte all’edificio crollato, spiega: “Il tonfo, fortissimo, è avvenuto alle 6:25 e mi sono affacciata subito al balcone. Di fronte a me il palazzo che si sbriciolava e ho sentito ‘aiutateci, aiutateci’, urla strazianti…c’è gente che ha pensato al terremoto ed è scappata”. La signora parla di “scene indescrivibili” e aggiunge: “Conosco tutti lì, in quell’edificio. Al secondo piano c’è la mia sarta, viveva da sola”. Dopo il tonfo, aggiunge la signora, “è transitato un treno delle FS”.
01:06
Se però Rete Ferroviaria Italiana assicura che “le vibrazioniemesse dal passaggio dei treni non hanno alcun effetto sulla stabilità dei fabbricati adiacenti la linea ferroviaria, né tanto meno su quelli posti in alto”, dall’altra parte emergono elementi preoccupanti sulle condizioni strutturali della palazzina. Non erano state emesse ordinanze di sgombero, dice Ascione, ma erano “state presentate solo due ‘Dia’ per lavori di manutenzione”. “Certo – puntualizza il sindaco – era un palazzo messo male. Mi dispiace che un tecnico del Comune non abbia potuto accorgersi della situazione perché qualche segnale avrebbe dovuto esserci”. E anche i vicini erano da tempo preoccupati per le condizioni dell’edificio. “La gente aveva già espresso la propria preoccupazione per i lavori. Qualche avvisaglia di pericolo c’era già stata” dice Vincenzo Frapolla, amministratore del condominio “Residenza a mare”, uno stabile che si trova proprio di fronte alla palazzina crollata. “Meno male che appena qualche settimana fa abbiamo provveduto a pulire la zona – prosegue – perché diversamente i soccorritori non avrebbero potuto lavorare”. Proprio dei lavori nella palazzina crollata parla l’ex sindaco di Torre Annunziata Giosuè Starita, secondo cui a determinare il disastro sarebbe stata la manomissione di una putrella durante le opere edilizie in corso al secondo piano dell’edificio. “Qui – ha detto Starita – c’era un appartamento vuoto recentemente acquistato. I nuovi proprietari avevano avviato la sostituzione del pavimento. Mi pare probabile che una negligenza tecnica durante questi lavori e la manomissione di una putrella possano avere definitivamente compromesso la statica dell’edificio. Si parla di lavori di manutenzione ordinaria – ha aggiunto l’ex sindaco – ma poi magari si faceva altro e si è compiuto qualche errore tecnico”.

Il sindaco Ascione assiste e, dove possibile, coadiuva il lavoro delle squadre di intervento che scavano insistentemente nella speranza di estrarre qualche persona viva: “Stiamo provvedendo a fornire le squadre di intervento di bevande con sali mineraliper permettere loro di reintegrare quelli persi in questa giornata molto calda”. Il sindaco parla anche della palazzina: “Si tratta di una costruzione degli anni Cinquanta-Sessanta, in una zona residenziale della città. Quelle alle quali stiamo assistendo sono scene inimmaginabili, tragedia immane. Gli uomini del pronto intervento non si fermeranno fin quando ci sarà la possibilità di tirare fuori persone vive”. Alle operazioni di soccorso stanno partecipando anche decine di cittadini torresi. I gestori di alcuni lidi della cittadina vesuviana hanno chiuse le strutture e con i bagnini si sono presentati sul posto. Le condizioni di lavoro sono difficili, sotto un sole sempre più cocente e a temperature molto alte.
L’esperto: “Serve fascicolo di fabbricato” – “Al di là di quelli che saranno gli esiti dei rilievi tecnici e delle indagini della magistratura, il crollo della palazzina che si è verificato a Torre Annunziata riporta per l’ennesima volta all’attenzione di tutti l’estrema fragilità del patrimonio edilizio italiano. Si spera ovviamente che il bilancio delle vittime sia il più contenuto possibile, ma non si possono continuare a piangere i morti e i feriti di eventi più o meno catastrofici senza mettere in campo delle effettive contromisure”, spiega Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale nell’universitàSapienza di Roma e presidente di Sogeea spa.  “Bisogna entrare nell’ordine di idee – aggiunge – che anche gli immobili vadano curati in modo serio e continuativo: come si fanno periodicamente i tagliandi e le revisioni per le automobili o per le caldaie, a maggior ragione deve essere fatto altrettanto per gli elementi strutturali delle abitazioni. Anche i proprietari sono chiamati a un salto di qualità culturale da questo punto di vista”.
L’esperto sottolinea che “proprio di recente è stato presentato in Senato un nuovo e interessante disegno di legge che prevede l’introduzione a livello nazionale dell’obbligatorietà del fascicolo di fabbricato, strumento indispensabile per porre un argine alle molteplici criticità urbanistiche e abitative del nostro Paese. Il provvedimento ribadisce l’importanza che ogni edificio, indipendentemente dalla sua destinazione funzionale, possieda una sorta di carta d’identità, di patente che riporti le caratteristiche urbanistiche, strutturali e manutentive del manufatto, nonché le peculiarità geologiche dell’area circostante”.
“L’impianto normativo – prosegue Simoncini – risulta apprezzabile anche perché prescrive l’aggiornamento periodico del documento, vincola alla correttezza dello stesso il rilascio di autorizzazioni e certificazioni e prevede una fiscalità agevolata per le spese sostenute dai proprietari. L’esistenza del fascicolo di fabbricatoè ampiamente prevista in tante leggi regionali, ma la sua effettivaapplicazione è demandata ai Comuni: questi ultimi, puntualmente, ne vanificano presupposti ed effetti, sia per mancanza di risorse finanziarie sia perché preferiscono non assumere la paternità di una misura che comporta un esborso per i cittadini e l’emersione di situazioni di abusivismo o irregolarità. Un intervento legislativo a livello nazionale risulta dunque indispensabile, altrimenti saremo condannati a vivere con sempre maggiore frequenza drammi come quello di Torre Annunziata”.