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martedì 4 luglio 2017

BOERI: CACCIARE GLI IMMIGRATI COSTEREBBE 38 MILIARDI

L’Inps “Via gli immigrati? Ci costerebbe 38 miliardi”

ARTICOLOTRE
 -Redazione- Propone di rinominare l'Inps come "Istituto Nazionale della protezione sociale", dal momento che "solo" 150 delle 440 prestazioni erogate sono di tipo pensionistico.
E con un pizzico di orgoglio dichiara di essersi fatto tanti nemici e che la lista di chi chiede una chiusura anticipata del mandato "si è notevolmente allungata". Ma soprattutto nella "Relazione Annuale" presentata a Montecitorio, il presidente dell'Inps Tito Boeri delinea le direttrici lungo le quali contributi, previdenza e assistenza devono muoversi nei prossimi anni, se si vuole evitare il tracollo.
 A cominciare da un consistente impiego degli immigrati: chiudere loro le porte ci costerebbe la perdita secca di 38 miliardi per i prossimi 22 anni, una manovra aggiuntiva annuale. E delle donne, anche: i costi per il loro mancato utilizzo nel mercato del lavoro sono anche più alti. Boeri chiede maggiore equità, insiste per il perfezionamento e la piena applicazione di riforme appena accennate, o rimaste a metà del guado: il ricongiungimento gratuito dei contributi, il reddito minimo d'inclusione, il salario minimo.
Bacchetta chi frena per motivi propri, come i sindacati, che non vogliono più il salario minimo per non perdere il loro cruciale ruolo contrattuale. Ricorda che il mismatch tra lavoratori e competenze utilizzate e la mancanza di formazione hanno dei costi, alla lunga, e l'Italia li sta pagando tutti. E rivendica una gestione virtuosa dell'Inps:
 "Nel 2016 è costata 3.660 milioni contro i 4,531 del 2012, all'indomani dell'incorporazione di Inpdap ed Enpals".

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