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giovedì 13 luglio 2017

BLACK OUT

Black out, in Italia torna l’incubo: caldo record, poca acqua e troppi condizionatori

Black out, in Italia torna l'incubo: caldo record, poca acqua e troppi condizionatori
Black out, in Italia torna l’incubo: caldo record, poca acqua e troppi condizionatori
ROMA – Caldo record, poca acqua e troppi condizionatori. Presto anche senza luce? L’estate 2017 rischia di battere il record dei disagi subiti dagli italiani. L’afa pesante e siccità grave non bastano. La sgradita sorpresa potrebbe venire dalla corrente elettrica e dai black out. Come scrive Federico Rendina per Il Sole 24 Ore, l’altolà lanciato un paio di mesi fa da Entso-E, l’associazione degli operatori di rete europei, sta per concretizzarsi. La nuova seconda ondata combinata di calura e siccità e in atto proprio in questi giorni. E la richiesta di elettricità, pressata dai condizionatori, si avvicina al picco della disponibilità. Insomma, il sistema elettrico è in affanno. E per non rischiare gravi guasti al sistema e veri blackout potremmo essere obbligati a ricorrere a una serie di interruzioni “di sicurezza”.
L’allarme c’è, confermano gli operatori sull’onda della preoccupante diagnosi diffusa a inizio giugno da Entso-E. “Rischi soprattutto per l’Italia centrale e il Nord“, riferisce il Summer Outlook 2017 diffuso dall’associazione a cui aderisce anche Terna, il nostro operatore della rete nazionale.Ma quali sono le ragioni della crisi? Scrive Il Sole 24 Ore: Chiusure , “razionalizzazioni“, dismissioni e riconversioni. Un po’ perché si consuma tendenzialmente meno energia a causa di molti fattori (rallentamento congiunturale, crescita dell’efficienza energetica) e molto perché la nostra generazione elettrica è coperta da quote crescenti di energia rinnovabile, benedetta per l’ambiente e per il nostro futuro ma difficile da amalgamare con la generazione tradizionale e con la necessità di salvaguardare la capacità di modulazione.
Entso-E precisa che “i rischi sono dovuti alla ridotta capacità di generazione del nord e del centro-nord dell’Italia a causa delle recente chiusura di molti impianti e ai possibili flussi limitati nelle aree del Nord e del Sud” dopo lo stop tra il 2012 e il 2016 di impianti termo elettrici per una capacità installata circa 15 gigawatt, che ha portato la potenza totale degli impianti convenzionali da 77 a 62 GW “mentre altri 5 GW non sono disponibile a causa di restrizioni ambientali o legali”.

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