Appalti, tangenti, amministratori locali, regali. In una parola: corruzione. Che secondo la Procura di Bari è maturata non solo in alcuni comuni della provincia, ma anche negli uffici della Regione Puglia. In particolare, nelle stanze dell’assessore ai Trasporti della giunta di Michele Emiliano, Giovanni Giannini, ora indagato. Nei suoi uffici e nell’abitazione di sua figlia sono state eseguite perquisizioni. A lui, secondo le indagini, il titolare del ristorante Grotta Palazzese di Polignano a Mare (Modesto Scagliusi) si sarebbe rivolto per ottenere un interessamento per agevolare pratiche per un finanziamento regionale. Fondi provenienti dal piano integrato per il turismo, pari ad oltre 2 milioni di euro, che furono concessi nel marzo 2017. E non solo: Scagliusi aveva chiesto, senza però ottenerla, anche un’intercessione con la Sovrintendenza ai beni culturali di Bari per l’approvazione di un progetto. In cambio avrebbe fornito alla figlia di Giannini un salotto: l’imprenditore, infatti, è anche titolare del salottificio Soft Line srl di Modugno. Perquisita anche l’abitazione di un altro personaggio politico: si tratta di Domenico Lanzillotta, ex consigliere regionale e comunale del Pdl.
LA CORRUZIONE NEI COMUNI DELLA PROVINCIA –L’inchiesta divisa in più filoni, coordinata dai pm Claudio Pinto e Marco D’Agostino e condotta dall’arma dei carabinieri e dalla guardia di finanza, ha portato anche all’arresto del sindaco di Altamura Giacinto Forte (centrodestra) e di altre 11 persone per un giro di tangenti legato agli appalti pubblici di tre comuni: Altamura, Acquaviva delle Fonti e Castellana Grotte. Un modus operandi in cui, secondo chi indaga, era determinante la figura dell’intermediario che metteva in collegamento gli imprenditori interessati agli appalti e i politici interessati a intascare tangenti. Anche in questo caso, il ruolo è ricoperto da una persona vicina a partiti: si tratta del vice segretario Pd di Acquaviva delle fonti, Roberto Ottorino Tisci, ora in carcere. Arrestato anche l’imprenditore albanese Bertin Sallaku: nelle sue disponibilità aveva denaro contante per 300mila euro. Sarebbe stato lui ad offrire al sindaco di Altamura 15mila euro per entrare negli appalti del Comune murgiano. In particolare per favorire Besa Cpstruzioni srl (di cui è titolare) nell’aggiudicazione di una d’appalto in procinto di essere indetta e relativa ai lavori di “riutilizzo a fini irrigui delle acque reflue affinate licenziate dal depuratore a servizio dell’abitato di Altamura”. Anche un dirigente dei Lavori Pubblici del Comune di Castellana, secondo gli inquirenti, ha incassato una tangente da 6mila euro dallo stesso imprenditore affinché favorisse la sua azienda nel bando relativo all’appalto “per interventi di ripristino funzionale ed adeguamento alla normativa vigente di settore della scuola secondaria di primo grado Silvia Viterbo e nello svolgimento della gara d’ appalto relativa alla “rifunzionalizzazione delle infrastrutture per il trattamento, lo stoccaggio ed il riutilizzo delle acque reflue depurate”, già indetta dal comune di Castellana Grotte.
LA DENUNCIA DEL VICEDINDACO DI ACQUAVIVA – Le indagini sono partire dalla denuncia del vicesindaco di Acquaviva delle Fonti, Austacio Domenico Busto, che non avrebbe accettato una tangente di 5mila euro per truccare l’appalto per i lavori di ristrutturazione del teatro comunale. L’offerta è arrivata da due imprenditori, Salvatore Fatigati (gestore dell’Apulia srl) e Tomaso Procino, ora accusati di istigazione alla corruzione assieme ai tecnici comunali Marco Cuffaro e Vito Raffaele Lassandro, ai tecnici-progettisti Antonello Zampiello, Giovanni Francesco Boscia e Nicola Valerio Lamanna. Sempre il vicesindaco di Acquaviva, inoltre, ha rifiutato dall’imprenditore albanese Bertin Sallaku prima 2mila e poi 15mila euro per i lavori al depuratore. Mazzette quindi, ma anche tanto denaro in contanti nella disponibilità dell’imprenditore che utilizzava la mamma e la sorella come cassiere. Secondo gli inquirenti il numero di arrestati e indagati tra la provincia di Bari e i palazzi della regione sono destinati a crescere.GLI APPALTI INCRIMINATI: TEATRO, SCUOLA E DEPURATORE – Secondo la Procura di Bari sono cinque gli appalti truccati dai protagonisti del giro di corruzione. Si tratta, nella fattispecie, della ristrutturazione del teatro di Acquaviva delle Fonti (bando del 2015 da oltre 3 milioni di euro), della progettazione e dei successivi lavori per il depuratore di Acquaviva e poi anche per quello di Altamura, della ristrutturazione di una scuola media di Castellana Grotte. Due le ordinanze di custodia cautelare alla base dell’operazione odierna. Nel primo provvedimento si contestano due turbative d’asta e una istigazione alla corruzione del vicesindaco di Acquaviva delle Fonti. Nella stessa ordinanza sono contestate due turbative d’asta: una relativa alla composizione della commissione che avrebbe aggiudicato l’appalto per il teatro (secondo la Procura concordata dagli imprenditori con i dirigenti degli uffici tecnici di Acquaviva e Gioia del Colle, Marco Cuffaro e Vito Raffaele Lassandro, anche loro ai domiciliari); l’altra riguardante la procedura negoziata per l’affidamento allo studio di Giovanni Francesco Boscia(arrestato con concessione dei domiciliari) della progettazione del depuratore di Acquaviva, grazie alla mediazione di un altro imprenditore, Nicola Valerio Lamanna, sottoposto ad obbligo di dimora.  L’altro provvedimento riguarda invece due presunte corruzioni e una istigazione alla corruzione nei comuni di Altamura, Castellana e Acquaviva.