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venerdì 7 luglio 2017

aldo arpe sul 30 giugno

MANIFESTO MOVIMENTO “CULTURA PER STRADA
(Genova centro storico, 30 giugno 2017: anonimo)
 
Perché “per” e non “di”? Perché si vuole dire che non è una cultura che deriva dal vivere in strada, ma che è un movimento che si riferisce a una cultura fatta in ogni posto da chiunque. 
Non esistono più posti privilegiati o addetti ai lavori. 
Quindi “per” nemmeno come scopo, ma semplicemente come “posizionamento”: in ogni dove, su ogni tragitto. 
Può essere la strada o una piazza di un paese, oppure il percorso  della strada della vita;  sta a chi fa decidere cosa fare e cosa dire. 
 
Oggi le tecnologie dei calcolatori e della rete insieme determinano la possibilità di un’operatività individuale molto grande,  con la possibilità di avere a distanza e immediatamente qualsiasi informazione che può essere usata su scala planetaria.
Il mondo diventa una somma di quartieri, le biblioteche del sapere sono disponibili a chiunque.
Nella fattispecie di un libro la carta si riduce allo strumento distruttibile per una lettura comoda cui siamo abituati: cessa la sua funzione quasi esclusiva di depositaria del lavoro. 
La materialità del contenuto in ultima analisi è depositata in dispositivi che possono essere attivati da qualsiasi macchina adatta.
Primariamente concetti, parole, discorsi, studi sono tradotti da apparati  fisiologici in inchiostro su carta, saranno ritradotti da apparati tecnologici adatti ancora carta-inchiostro per chi vuole, in ogni posto.
Ieri l’invenzione della stampa ha determinato una rivoluzione per cui uno dei primi effetti fu l’espropriazione della chiesa dal monopolio della conoscenza. 
Oggi l’uso delle tecnologie elettroniche permette a tutti di appropriarsi delle conoscenze che si vogliono e conseguentemente di elaborarle e riprodurle.
 
Il nostro tentativo, per ora, sarà quello di espropriare dal monopolio della produzione e diffusione delle opere che la società produce le grandi imprese editoriali e le catene commerciali di distribuzione.
 
Per la diffusione delle nostre opere e del movimento:
-       Internet
-       Banchetti individuali o collettivi come artisti di strada, con il materiale in diffusione in offerta libera
-       Sfruttare tutte le opportunità che si presentano per inserire le nostre iniziative anche per promuovere dibatti e conferenze
 
Il mondo è ridotto a una piazza.
Siamo gli esclusivi responsabili di quello che diciamo, facciamo e di quello che non facciamo. 
Ci riflettiamo completamente nelle cose importanti e nelle inezie.
La nostra verità non sta nelle nostre parole, ma nell’opinione che formiamo negli altri su di noi.
Ci esponiamo sulla piazza sapendo di poter essere additati alla derisione pubblica o di poter essere apprezzati come i giullari nel medioevo.
Consapevoli di tutto questo sappiamo di non aver nulla da perdere e un mondo da trasformare.

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