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mercoledì 5 luglio 2017

7 MILIONI DI BAMBINI/E AFRICANI COSTRETTI A EMIGRARE OGNI ANNO

Guerre e fame: ogni anno 7 milioni di bambini africani costretti a migrare

I dati nell'ultimo rapporto dell'Unicef: il 75% resta comunque in Africa, mentre 1 su 5 cerca di raggiungere l'Europa
Ogni anno 7 milioni di bambini in Africa costretti a emigrare
globalist5 luglio 2017
Ogni anno 7 milioni di bambini in Africa costretti a emigrareNumeri impressionanti che parlano di fame, cartestie e guerre: sette milioni di bambini ogni anno sono costretti a migrame in Africa. Secondo un nuovo rapporto dell'Unicef, ogni anno in Africa centrale e occidentale i bambini e gli adolescenti rappresentano oltre la metà delle 12 milioni di persone che migrano; circa il 75% dei migranti resta in Africa sub sahariana e meno di 1 su 5 si dirige verso l'Europa. Il rapporto 'In cerca di Opportunità- Voci di bambini migranti in Africa centrale e occidentale' analizza le motivazioni principali che si celano dietro le migrazioni e gli sfollamenti dei bambini a livello regionale e le possibili conseguenze a lungo termine per la regione, qualora questi grandi movimenti di popolazione si intensificassero, come previsto dagli attuali trend sulla crescita della popolazione.
Nel dettaglio, i migranti irregolari che arrivano in Europa attraverso l'Italia (56.533 migranti nel 2015) rappresentano appena il 2,5% dei flussi migratori verso l'Europa; 11 dei 25 paesi più poveri al mondo, segnala sempre il Rapporto, si trovano nella regione dell'Africa centrale e occidentale. "Negli ultimi 20 anni ci sono stati 25 grandi conflitti nella regione. Questa violenza ha costretto milioni di persone a fuggire per cercare salvezza", registra Unicef. 
"La popolazione africana raddoppierà entro il 2050, - prevede il Rapporto - ed entro il 2100 si prevede che supererà i 4 miliardi (in aumento rispetto al miliardo di oggi). Per esempio, la popolazione del Niger è aumentata dai 3,3 milioni del 1960 a quasi 20 milioni oggi, e si prevede che raggiungerà circa 60 milioni di persone entro il 2050. Oggi 100 milioni di persone nella regione vivono in città a meno di 1 metro al di sopra del livello del mare e questo dato sarà più che raddoppiato entro il 2050. L'aumento previsto del livello del mare potrebbe causare sfollamenti forzati di milioni di rifugiati climatici".
"I bambini in Africa centrale e occidentale si stanno muovendo in numeri mai registrati in precedenza, molti sono in cerca di sicurezza o di una vita migliore", spiega Marie-Pierre Poirier, direttore regionale dell'Unicef. "La maggior parte di questi bambini si muove all'interno dell'Africa, non verso l'Europa o altri luoghi. Dobbiamo estendere il dibattito sulle migrazioni per includere anche le vulnerabilità di tutti i bambini migranti e ampliare i sistemi di protezione, in tutte le destinazioni previste". 
l rapporto suggerisce che "le migrazioni che coinvolgono bambini e giovani dall'Africa centrale e occidentale probabilmente aumenteranno a causa di una convergenza di fattori che comprendono: una rapida crescita della popolazione, l'urbanizzazione, uno sviluppo economico iniquo, conflitti persistenti, amministrazioni deboli e la limitata capacità istituzionale di supportare le popolazioni più vulnerabili". Il rapporto mostra poi che nella regione "manca un sistema di protezione adeguato - sia all'interno, sia sui confini - per garantire sicurezza e benessere ai bambini rifugiati e migranti, una mancanza che diventerà sempre più evidente con l'aumento sia delle popolazioni sia delle migrazioni, previsto a livello nazionale. Il rapporto ricorda ai responsabili politici di porre i bambini al centro di ogni risposta alla questione migratoria. Questo può essere fatto rafforzando il sistema di protezione per i bambini tra i paesi di origine, transito e destinazione".
L'Unicef continua a chiedere a tutti i governi, in Africa centrale e occidentale, in Europa e ovunque nel mondo di adottare un'agenda di sei punti d'azione per proteggere i bambini rifugiati e migranti: proteggere i bambini rifugiati e migranti, in particolar modo quelli non accompagnati, da sfruttamento e violenza: "Porre fine alla detenzione dei bambini richiedenti lo status di rifugiato o migranti, introducendo una serie di alternative pratiche. Tenere unite le famiglie, come migliore mezzo per proteggere i bambini e dare loro il riconoscimento di uno status legale. Consentire ai bambini rifugiati e migranti di studiare e dare loro accesso a servizi sanitari e di altro tipo, di qualità. Chiedere di intraprendere azioni sulle cause che spingono a movimenti di massa di migranti e rifugiati. Promuovere misure che combattano xenofobia, discriminazioni e marginalizzazione nei paesi di transito e di destinazione".

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