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mercoledì 7 giugno 2017

TOTO' NON E' IN CARCERE 1

Riina scarcerato: è giusto premiare chi non parla?

ARTICOLOTRE
Questa è la differenza tra Bino Provenzano e Totuccio Riina.
riina-Gianfri–  Fu proprio Totò Riina, dal papello in poi, a dirsi pronto “a giocarmi i denti” contro l’ergastolo e il 41bis, la sua scarcerazione sarebbe un formidabile messaggio per chi, Graviano e Bagarella, tanto per non fare nomi,  custodisce inconfessabili segreti, un segnale a resistere “Non parlate e sarete premiati”.
Bino Provenzano era in procinto di collaborare. E’ stato prontamente zittito, riducendolo a larva umana, al punto di non  essere in grado di riconoscere i suoi familiari e fatto morire in carcere al 41bis.
Al contrario Riina lo si vuole premiare, perché non solo non parla, ma continua dal carcere ad inviare all’esterno messaggi che perpetrano la linea stragista.
Riina, fino a ieri, presenziava alle udienze del processo Trattativa Stato-mafia. Tempo addietro si disse disponibile a rispondere alle domande dei pm del processo, per poi rinunciarvi con un repentino dietro-front.
Adesso è moribondo e deve poter avere una morte dignitosa, all’altezza del personaggio.
E quel centinaio di morti al 41bis, con in testa Bino Provenzano, non avrebbero avuto lo stesso diritto a morire dignitosamente? Forse non avevano la stessa responsabilità che ha Riina?
Il disgusto cresce nel leggere su qualche testata il titolo: “Giustizia o vendetta?” Si può parlare di vendetta, riferendosi ad un mostro dalle sembianze umane, quando uno Stato si sta facendo carico di curarlo e mantenerlo umanamente, nelle strutture più adeguate?
Altri giornali pare attribuiscano a Totò Riina solo i morti delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Non è così, è riduttivo parlare solamente di queste morti, perché Riina nella sua esistenza è responsabile di migliaia di morti, in Sicilia come nel resto del Paese.
Non dimentichiamo che il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ha appena affermato di avere la certezza che Riina “E’ ancora il capo di Cosa Nostra”.
Mentre riguardo le sue condizioni di salute, il procuratore Nicola Gratteri sottolinea “Riina è in grado di parlare anche solo con gli occhi”.
Ma il silenzio è d’oro e come tale va pagato e a parer mio anche dopo la sua morte, Totò Riina continuerà ad essere pericoloso.

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