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sabato 3 giugno 2017

TENSIONI A CALAIS

Caos migranti in Francia: di nuovo emergenza e tensioni a Calais

Molti cercano di raggiungere la zona di imbarco per raggiungere la Gran Bretagna. Problemi anche a Parigi
Caos rifugiati a Calais
globalist3 giugno 2017
Caos rifugiati a CalaisL'emergenza continua e non accenna a diminuire, Anzi. Dopo lo sgombero della cosiddetta 'Giungla" lo scorso ottobre, Calais si ritrova a fronteggiare una nuova ondata migratoria, che nelle ultime settimane ha visto il ritorno di diverse decine di profughi, decisi ad attraversare la Manica per raggiungere la Gran Bretagna.
Secondo il quotidiano Le Figaro, con l'arrivo di nuovi migranti gli incidenti si sarebbero «moltiplicati», in un clima di tensione e insicurezza.
L'ultimo, in ordine di tempo, quello registrato nella notte tra martedì e mercoledì, quando un gruppo di circa quaranta persone ha attraversato l'autostrada che costeggia il porto per raggiungere la zona di imbarco dei battelli diretti verso l'Inghilterra. Per riuscire ad accedere all'area, i profughi avrebbero dato fuoco alle barriere di protezione.
Secondo l'associazione di volontari L'Auberge des Migrants, circa cinquecento migranti vivrebbero attualmente accampati nei dintorni di Calais, mentre per la prefettura sarebbero trecento.
Problemi analoghi anche nella cittadina di Grande-Synthe, sempre nel nord, a pochi chilometri da Dunkerque, dove fino allo scorso aprile un centro di accoglienza allestito da Médecins sans frontières dava riparo a più di mille persone. Dopo un incendio che ha distrutto l'intera struttura, il sindaco, Damien Careme, si è detto pronto a costruirne un'altra per ospitare le 250 persone "che si aggirano per i giardini e gli spazi verdi" della città.
L'emergenza riguarda anche il centro di accoglienza e orientamento aperto pochi mesi fa a Parigi, ormai saturo e incapace di gestire le domande dei richiedenti asilo. A questo si aggiunge la questione riguardante il numero dei minori non accompagnati presenti nella capitale, che quest'anno potrebbe arrivare a 4500, contro i 1200 del 2015. Ieri, Médecins sans Frontières ha annunciato l'apertura di una struttura per rispondere a questo problema, che dovrebbe essere inaugurata dopo l'estate.

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