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mercoledì 14 giugno 2017

PUTIN E' DAVVERO IL PIU' POTENTE DEL MONDO?

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Vladimir Putin: The Most Powerful Person In The World

DI PAUL CRAIG ROBERTS
Dovrebbe essere meraviglioso sentirsi Vladimir Putin ed essere l’uomo più potente della terra. E non servirebbe nemmeno dirselo da soli. Tutto il Partito democratico USA lo dice insieme a tutte le presstitute  dei media occidentali e CIA e FBI. Non serve che i media russi si vantino del potere di Putin, c’è Megyn Kelly, le pressittute occidentali e i capi dell’Occidente che lo stanno facendo per conto loro: Putin è tanto potente da poter scegliere chi deve essere il Presidente degli Stati Uniti.
Voglio dire, Wow! Che forza!  Ha messo tutti gli americani fuori gioco. Gli americani, con tutto l’enorme bilancio che spendono per l’ intelligence e i loro 16 diversi servizi segreti, oltre a quelli che hanno anche i loro tirapiedi della NATO, non riescono a stare alla pari con  Vladimir Putin.
Ma dico : ma che davvero, davvero! A che servono  CIA e NSA? A che servono tutte le altre istituzioni?
Allora sarebbe più semplice se gli americani chiudessero tutti questi “servizi di intelligence”, incompetenti ma costosi, e pagassero direttamente una bella tangente a Putin, per evitare che scelga il nostro presidente.
Forse la CIA dovrebbe mettersi in ginocchio e chiedere a Putin di smetterla di eleggere Presidenti degli Stati Uniti. Voglio dire,  è umiliante. Non ce la faccio a sopportarlo. Pensavo che fossimo la “superpotenza unica del mondo, l’unico potere, il popolo eccezionale e indispensabile”. Risulta  invece che non siamo niente e siamo governati dal presidente della Russia.
Quando i democratici, la CIA e i media hanno deciso di lanciare la loro campagna PR contro Trump, non si rendevano conto di quanto sarebbe strato incongruente far apparire gli Stati Uniti come una democrazia in mano a Putin? Ma che stavano pensando? Non hanno pensato a niente, erano solo fissati a cercare di evitare che Trump non mettesse in dubbio  l’enorme bilancio militare e per la sicurezza, e che non riprendesse normali relazioni con la Russia.
Non c’è nessun segnale che dia a vedere che la leadership americana in qualsiasi suo settore sia effettivamente in grado di pensare. Prendiamo Wall Street e i capi delle multinazionali. Per far aumentare il prezzo delle azioni Wall Street ha costretto tutte le aziende a dsertificare il proprio paese di origine e a spostare la produzione di beni e servizi – che vengono venduti agli americani – offshore dove i costi della manodopera e delle spese di gestione sono inferiori. I costi più bassi hanno fatto aumentare i profitti e il prezzo delle azioni. Wall Street ha minacciato le società  che non erano d’accordo di acquisire le loro imprese, se avessero continuato a rifiutarsi di trasferire i loro impianti all’estero per far aumentare i profitti.
Né  Wall Street, né i  CdA delle multinazionali. né i loro  CEO sono stati abbastanza intelligenti da comprendere che spostare il lavoro offshore, avrebbe spostato anche le entrate dei consumatori Usa offshore e avrebbe spostato il potere di acquisto “offshore”. In altre parole i capi della finanza e della classe imprenditoriale sono stati troppo stupidi per comprendere che senza disporre dei redditi da lavoro ad alto valore aggiunto e della produzione interna Usa, i consumatori americani non avrebbero potuto nemmeno avere la disponibilità per continuare a svolgere il loro ruolo di driver in campo economico.
La Federal Reserve è rimasta impigliata nello stesso errore di Wall Street e per rettificarlo, ha aperto il credito, consentendo un accumulo del debito dei consumatori per far continuare a girare gli acquisti e l’economia basandola solo sul debito. Comunque l’espansione del credito non è una soluzione definitiva se manca il supporto della crescita del reddito dei consumatori.
In un paese in cui la leadership finanziaria e imprenditoriale è troppo stupida da capire che una popolazione che è sempre più occupata con lavori part-time e con lavori a reddito minimo, non è una big spending population , ma è un paese in cui la leadership ha fallito.
È assolutamente impossibile far aumentare i profitti prodotti da lavori-off-shore senza che vadano off-shore anche le risorse che producono le entrate dei consumatori Usa, perciò i profitti creati dall’offshore sono temporanei, una volta che il lavoro è stato spostato offshore e che la domanda aggregata viene ostacolata,  il mercato interno ristagna e poi declina.
Come ho dimostrato tante volte in tanti anni, come ha fatto anche John Williams(shadowstats.com), le relazioni  sul lavoro fatte dal US Bureau of Labor Statistics sono delle assurdità. Il lavoro in questo presunto recupero da giugno 2009 è – in buona parte – creato da lavoro a basso reddito ed è il risultato  della teoria  ora c’è  & ora non-c’è. La presunta ripresa dopo la crisi finanziaria 2007-08 è la prima ripresa nella storia in cui diminuisce la quota di partecipazione della forza lavoro. Il tasso di partecipazione della forza lavoro diminuisce quando l’economia offre scarse opportunità di lavoro, non quando le opportunità di lavoro aumentano.
Quello che sappiamo sui posti di lavoro oggi  è che i posti di lavoro negli USA  sono sempre più posti di lavoro a part-time a salario minimo. Secondo le agenzie pressittute – quindi potrebbe essere vero o no –  solo in 12 contee in tutti gli Stati Uniti  si riesce ad affittare una casa con una camera da letto  per chi ha solo un’entrata da reddito minimo.
In risposta a questa relazione, un professore del Virginia Tech ha proposto al governo di aumentare l’assistenza per il National Housing Trust Fund , sugli affitti delle case e sugli investimenti in alloggi a prezzi accessibili.
In altre parole, i contribuenti devono sostenere i costi per le multinazionali USA che hanno desertificato il campo del lavoro negli Usa,  abbandonando a loro stessi i lavoratori americani. Quegli americani che ancora hanno un reddito da middle-class saranno tassati (di più) per pagare il corrispondente dei redditi persi per colpa delle società offshoring e di Wall Street, che hanno scippato ai lavoratori americani che non possono più guadagnare abbastanza, nemmeno per pagarsi un posto in cui vivere.
In altre parole, il capitalismo ha raggiunto un punto in cui non può più salire e dove non può più esistere senza sovvenzioni pubbliche pagate da quella stessa gente che è stata espropriata dallo stesso capitalismo.
In varie occasioni ho scritto su quanti siano i costi della produzione che vengono fatti pagare a terze parti, come l’ambiente. Una percentuale significativa dei profitti delle multinazionali capitaliste deriva dalla capacità politica e giuridica delle aziende di imporre i loro costi di produzione sui terzi. In altre parole, il capitalismo fa soldi perché può far pagare, imporre,  i propri costi di produzione sull’ambiente e su persone che non condividono con loro i profitti. Ho già fatto parecchi esempi su questa storiella, soprattutto nel settore immobiliare, dove chi costruisce è in grado di spostare gran parte dei suoi costi sugli altri.
Questo spostamento dei costi ha raggiunto livelli apocalittici. Si sta facendo di tutto per fare un impeachment contro Trump e mettere il  VP Pence alla presidenza. Mentre Trump ha fatto una campagna per riprendere normali relazioni con la Russia, una sconfitta del tentativo di ridurre quelle tensioni rinforzerà il significato della recente conclusione, a cui è giunto l’alto comando militare russo,  che Washington stia pianificando un primo attacco nucleare contro la Russia.
Questo è il rischio che l’intero mondo – a causa della dipendenza dal potere e dal profitto di tutto il complesso militare e della sicurezza USA –  debba confrontarsi con guerre e con nemici.
In altre parole, c’è una sola ragion d’essere per l’esistenza degli Stati Uniti d’America – l’interesse del complesso dell’esercito e della security – e questo interesse vuole un potente nemico, che sia reale o che sia inventato.
L’ex funzionario della CIA, John Stockwell, ha scritto: “è compito della CIA mantenere instabile  il mondo  e propagandare e insegnare odio nel popolo americano, cosicché si lascerà spendere allo stato qualsiasi somma per le armi”. L’odio e la diffidenza contro la Russia che viene attualmente alimentato in Occidente si riflette nella rivelazione di Stockwell, così come l’odio orchestrato e la diffidenza contro i musulmani che ha portato Washington a distruggere in tutto o in parte sette paesi e a spendere trilioni di dollari per altro debito di guerra USA.
Il globalismo, cioè l’arbitraggio con cui si porta il lavoro oltre i confini nazionali e la finanziarizzazione,  il dirottamento dei redditi dei consumatori verso interessi e spese bancarie, hanno rovinato l’economia USA.
La “società delle opportunità” è scomparsa. I bambini hanno prospettive economiche più povere di quelle dei genitori. L’offshoring dei lavori,  della produzione e di servizi professionali come l’ingegneria IT e il software hanno fatto crollare la crescita di domanda aggregata negli Stati Uniti. L’espansione del credito della FED è stato solo un sollievo di un momento.
Le zone che una volta erano ricche sono in rovina. I bilanci degli Stati e dei sistemi pensionistici stanno fallendo. L’istruzione universitaria non paga più. Le prospettive economiche degli americani sono state cancellate dal globalismo. Per andare avanti servono collegamenti, connessioni. L’alta concentrazione di reddito e di ricchezza hanno rinnegato la democrazia. Il governo è responsabile solo dei ricchi.
La leadership politica e imprenditoriale americana non solo ha distrutto l’immagine della sovranità USA mettendo la democrazia americana in tasca a Putin, ma ha anche distrutto l’economia americana ancora viva, quella che una volta era l’invidia del mondo.
Da che parte possono trovare una leadership gli americani? Certamente non nel Partito Democratico, né nel Partito Repubblicano, né sui media, né nella comunità delle multinazionali. Ma allora come faranno gli Stati Uniti a competere con la Russia e la Cina, due paesi che hanno una forte leadership?
Sarà la guerra l’unica risposta a questa domanda?

Dr. Paul Craig Roberts  è stato Assistant Secretary of the US Treasury for Economic Policy nella amministrazione Reagan. E’ stato associate editor ed editorialista al  Wall Street Journal, redattore di  Business Week e the Scripps Howard News Service  e collabora al Gerald Celente’s Trends Journal. Una nuova edizione del suo libro  The Tyranny of Good Intentions, scritto con Lawrence Stratton,  documenta come gli americani abbiano perso la protezione della legge –  by Random House. Visit his website.
14.06.20127
Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

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