Un nuovo quotidiano in casa del Partito Democratico, dove in realtà c’è già L’Unità. Quello nuovo però è di chiara matrice renziana e non è in vendita, ma digitale. Si chiama Democratica, è diretto da Andrea Romano, già condirettore de L’Unità con Sergio Staino, e curato dalla redazione di Unità Tv. In pratica il nuovo giornale di partito, che sarà soprattutto il giornale del segretario. Intanto la storica testata fondata nel 1924 da Antonio Gramsci non è in edicola da settimane e il direttore Sergio Staino attacca: “Hanno fatto tutto di nascosto, il partito ci ha abbandonato”. Renzi non risponde nel merito, ma parla dell’iniziativa editoriale: “A noi interessa cambiare la vita delle persone, non inseguire le formule della politica del passato. Per questo da oggi è nato un foglio di collegamento digitale“, ha scritto su Facebook il leader dem.
“Sarà strumento di intervento nella discussione pubblica e mezzo di informazione e discussione per iscritti, simpatizzanti, amministratori e dirigenti del Pd – si legge nella nota diramata in mattinata dal partito – si tratta del primo caso in Italia di un quotidiano politico, digitale e multimediale che viene diffuso gratuitamente. Ogni giorno, nel primo pomeriggio, Democraticasarà disponibile sui social, sul sito del partito e di unita.tv e sulla app Bob“. L’iniziativa fa parte della nuova strategia comunicativa lanciata dal segretario dopo la rielezione, che include la piattaforma BobOre 9, trasmissione web in cui tutti i giorni un dirigente Pd fa la rassegna stampa dei giornali e dà la linea della giornata”, e Terrazza Pd, approfondimeto delle 18.30 in diretta web tutti i giorni dal Nazareno sui principali argomenti dell’attualità.
La linea editoriale? “Democratica nasce per essere la voce del PD – si legge in un mini-editoriale dal titolo “Perché Democratica” che illustra le linee programmatiche del quotidiano – un quotidiano digitale e multimediale, gratuito e diffuso a metà giornata attraverso tutti i nostri canali social. Un luogo virtuale ma concreto, da costruire insieme a voi”. E L’Unità che fine fa? Perché il Pd non continua a utilizzare la sua testata storica per informare i suoi iscritti? Sui social qualcuno si chiede: “E’ impossibile utilizzare quella testata – spiega il direttore a La Repubblica – perché è prigioniera di un socio privato che ha congelato la situazione. Come soci di minoranza stiamo dando tutta la nostra solidarietàai colleghi. Ma intanto, inizia questa nuova avventura”.Intanto l’odissea del quotidiano non conosce fine. L’unica certezza è che non è in edicola da settimane: “Non mi hanno detto nulla, hanno fatto tutto di nascosto – attacca Staino – mentre chiedevo incontri ai rappresentanti del Pd, nel frattempo stavano preparando questa nuova iniziativa, proprio con colui che era il mio condirettore e che avevo allontanato perché rappresentava l’antigiornalismo in persona. Mi ha fatto difficoltà ogni volta che c’erano da pubblicare pezzi critici nei confronti di Renzi”.
“D’altronde è stato Renzi a chiamarmi dicendomi che voleva un giornale non sdraiato sul Pd, ma che favorisse il confronto – prosegue Staino – ora invece fanno la velina della direzione che diventa il giornale di partito. Poteva dire semplicemente: ‘ho cambiato idea’. Perché non ha lasciato Erasmo D’Angelis? All’inizio il giornale aveva quelle caratteristiche. Mi ha chiamato per un giornale aperto e ora fa questo senza dirmi nulla?”.
“Ufficialmente c’è ancora L’Unità, io sono ancora il direttore, ma in realtà non c’è nulla – dice ancora – i giornalisti sono fermi in attesa di notizie, e il Pd ci ha abbandondato di fatto. A maggio non hanno pagato gli stipendi, a giugno nemmeno. C’era un accordo per la cassa integrazione per procedere alla ristrutturazione. Adesso non si sa più nulla, è una cosa stupefacente. Non credo, onestamente, che si possa risolvere nulla, perché da parte del Pd c’è un cambio di prospettiva”.
La risposta dell’ex parlamentare di Scelta Civica trasmigrato nel Pd non si fa attendere: “Staino? Mi sarebbe piaciuto che avesse detto ‘mi dispiace, ho fallito come direttore di un quotidiano di cui non sono riuscito ad aumentare il numero di copie vendute‘, invece di prendersela con gli altri, ma ognuno ha il suo stile”. “Noi siamo impegnati tutti i giorni come Pd, che è socio di minoranza, affinché il socio di maggioranza de L’Unità si assuma le proprie responsabilità a partire dall’attivazione degli amministratori sociali – dice ancora Romano – noi la nostra parte la stiamo facendo, in un’azienda controllata da soci di maggioranza che devono mettere in campo tutte le azioni a sostegno dei giornalisti, verso i quali c’è la nostra solidarietà insieme alla pressione per garantire i loro diritti. C’è anche da dire che Democratica è stata realizzata con gli attuali collaboratori di Unità.tv, senza assumere persone, altrimenti ci saremmo rivolti ai giornalisti de L’Unità“.