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venerdì 2 giugno 2017

NO WAX: IL VACCINO E' DI DESTRA O DI SINISTRA?

La campagna no-vax 

dell’ultradestra: bomba carta e 

manifesti davanti alla sede 

vaccinale di Bergamo

no-vax ultradestra

Assessore alla Sanità della Lombardia: «Stiamo superando i limiti» 

Una serie di manifesti dai toni inquietanti e persino un piccolo ordigno già esploso. È questa la scena che si sono trovati di fronte i dipendenti della sede vaccinale di Ponte San Pietro, a una manciata di chilometri da Bergamo. La firma è del MAB, il manipolo d’avanguardia, un movimento di estrema destra che si è schierato da sempre su posizioni no-vax.

CAMPAGNA NO-VAX ULTRADESTRA

Nel mirino c’è il ministro Beatrice Lorenzin, ritratta nei manifesti con una grande siringa in mano mentre viene circondata da zombie. In un altro volantino, invece, si legge: «Per il progresso scientifico. Contro la dittatura medica. Per la libertà di scelta vaccinale». In più, ad annerire il pavimento, c’è anche un ordigno rudimentale già esploso, una bomba carta o una torcia con chiodi. Un clima da vera e propria intimidazione, se si aggiunge che la stessa scena si è riproposta anche a qualche chilometro di distanza, davanti alla sede vaccinale di Sant’Omobono.
Gli episodi sono stati confermati anche dall’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Giulio Gallera, che ha dichiarato: «Sui vaccini si stanno superando i limiti, invito tutti ad abbassare i toni. La mia solidarietà va al ministro Lorenzin per i gravissimi atti intimidatori avvenuti la scorsa notte». Atti intimidatori che fanno il paio con le minacce al giornalista di Repubblica Paolo Berizzi e a quelle rivolte via social network al virologo del San Raffaele Roberto Burioni. 
Il movimento di estrema destra che ha portato avanti l’azione ha manifestato, attraverso i propri canali d’informazione, una particolare sensibilità alle tematiche no-vax. Il gesto dimostrativo – si legge sul loro sito web – non sarebbe un atto terroristico, ma una «una fragilissima fiamma dalla luce pura per illuminare a giorno questa ‘dittatura democratica’ senza consenso popolare».

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