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venerdì 2 giugno 2017

MASSACRO A MANILA

Attacco al resort di Manila: il fumo soffoca 36 persone

Sarebbe stata una rapina. L'attentatore ha fatto irruzione nel casinò e bruciato i tavoli da gioco. Ma l'Isis continua a rivendicare.
Polizia
Desk2 GLOBALIST2 giugno 2017
Si spegne l'incendio, si placa la paura di un attentato Isis e si contano le vittime dell'attacco al resort di Manila. Sarebbero 36 i morti, tutti soffocati a acausa del fumo dell'incendio provocato da quello che sembra essere un rapinatore, più che un foreign fighters, come ha rivendicato subito dopo la notizia, l'Isis.

L'attacco a un mega centro commerciale vicino a Manila, affollato benché in piena notte, ha fatto credere a una nuova strage del terrorismo islamico. Questo prima che la polizia, basandosi sulle immagini delle telecamere di sicurezza, ha fatto capire che si tratta dell'azione di un solitario, un rapinatore.
PoliziaL'uomo è stato trovato senza vita poche ore dopo con la sua pistola accanto. Trentasei persone, invece, sono state rinvenute senza vita all'interno del casinò. Ad ucciderle sarebbe stato il fumo sprigionatosi dall'incendio che l'attentatore ha dato ai tavoli da gioco prima di fuggire via con una borsa piena di fiches. 

La polizia filippina sta cercando una persona in connessione con l'attacco al resort di Manila. Lo ha fatto sapere Tomas Apolinario, capo del distretto meridionale della polizia di Manila, sottolineando che si crede si tratti di una persona di nazionalità filippina.

Intanto l'Isis continua a rivendicare nonostante la polizia filippina abbia parlato dell'azione isolata di un criminale qualunque. L'assalitore è stato identifico e il suo obiettivo era dare fuoco al casinò, sostiene l'Isis nella seconda rivendicazione dell'attacco secondo quanto riportato dal Site, il sito che monitora il jihadismo sul web.

La dinamica. L'assalto al Resort World Manila, un tentacolare complesso che ospita un albergo, un cinema, un casino e una galleria commerciale, e' cominciato intorno a mezzanotte ora locale: un uomo con una carabina M4 ha fatto irruzione al secondo piano del complesso e ha cominciato ad appiccare il fuoco alle tavole da gioco, tentando di rubare i gettoni e sparando. La gran parte delle vittime sono morte asfissiate dal fumo, perche' l'uomo, straniero secondo le autorita' filippine, ha dato fuoco a varie tavole da gioco. Almeno una cinquantina di persone sono rimaste ferite, alcune gravemente, anche a causa della calca che si e' creata nel caos generale. Il direttore generale della polizia, Ronald Dela Rosa, ha escluso anche lui che si sia trattato di un attentato, parlando di rapina: "Non ha sparato. Se fosse stato un terrorista avrebbe seminato il terrore". Ma l'Isis ha rivendicato l'azione. Site, l'organizzazione americana che tiene sotto controllo l'attivita' sul web dei gruppi jihadisti, ha riferito che "un attivista filippino dell'Isis, che fornisce aggiornamenti quotidiani sugli scontri a Marawi, ha dichiarato che il gruppo e' responsabile dell'attacco al Resort World Manila a Pasay, nelle Filippine". Anche il presidente americano Donald Trump ha parlato di "atto di terrorismo". Il cadavere carbonizzato dell'autore del massacro e' stato trovato solo all'alba al quinto piano del complesso, dopo ore di ricerche: secondo la polizia l'uomo prima ha rubato i gettoni, poi si e' barricato nella stanza 501 e si e' suicidato. "Giaceva sul letto, steso sotto una coperta pesante, probabilmente l'ha cosparsa di petrolio e si e' dato fuoco", ha raccontato ancora Dela Rosa. Secondo la versione ufficiale, l'obiettivo era impadronirsi del bottino di 130 milioni di pesos filippini, circa 2,3 milioni di euro, nelle fiche del casino. Le autorita' hanno rafforzato la sicurezza all'aeroporto internazionale Ninoy Aquino, vicino al casino' assaltato, al palazzo di Malacanang, sede della presidenza, alle ambasciate e ai ministeri. L'assalto coincide con gli scontri tra esercito e jihadisti del gruppo Maute, vicino all'Isis, nella citta' di Marawi, che sono ormai all'undicesimo giorno di fila.

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