Si chiamava Yacqub Khayre, era un rifugiato di origine somala di 29 anni ed era stato già processato e assolto con l’accusa di aver tentato un attacco suicida. Da novembre, però, era tornato stato rilasciato sulla parola ottenendo la libertà vigilata. È lui l’uomo che ieri è stato abbattuto dalla polizia australiana dopo aver ucciso un uomo nell’atrio di un condominio a Melbourne e aver preso una donna in ostaggio per ore. Un attacco che in un primo momento non sembrava di matrice terrorista ma poi che poi è stato rivendicato dall’Isis,  attraverso la sua agenzia Amaq il Califfato ha definito Khayre  come “un nostro soldato“.
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“Questo è per lo Stato Islamico, questo è per al Qaida”, ha detto il terrorista durante una telefonata all’’emittente Channel Seven News di Melbourne. Una chiamata effettuata proprio durante l’attacco compiuto nell’area residenziale nel quartiere di Brighton. È lì che il somalo ha preso in ostaggio una donna, prima essere ucciso dalla polizia alla fine di uno scontro armato nel quale sono rimasti feriti anche tre agenti. “La chiamata era molto confusa, non riuscivo a capire e stavo per riagganciare”, ha raccontato la giornalista Nicole Bland, che ha risposto al telefono. “Poi ho sentito la voce di una donna, chiaramente angosciata, che parlava molto rapidamente”, ha spiegato, “quindi la voce di un uomo ha detto: questo è l’ostaggio di Brighton”.
Yacqub Khayre era un personaggio già noto alla giustizia australiana: nel 2010 era stato processato e assolto dall’ accusa di aver pianificato con un complice un attacco suicida ad una base militare di Sydney. Altre tre persone erano state condannate per lo stesso fatto, allora scongiurato dalla polizia prima che il piano potesse essere messo in pratica. Khayre era stato rilasciato sulla parola nel novembre scorso dalla prigione dove era detenuto per provocato incendio e crimini violenti non legati all’estremismo: da allora era in libertà vigilata.
“Il terrorista era un noto criminale, appena rilasciato con la condizionale. È un attacco sconvolgente e codardo”, ha commentato il primo ministro australiano Malcolm Turnbull. Secondo la polizia, le agenzie di sicurezza seguivano l’uomo,  “Ci sono stati troppi casi di persone in libertà vigilata che hanno commesso reati di questo genere – ha detto sempre il primo ministro – Come mai era in libertà vigilata? Aveva una lunga storia di violenza. Era stato accusato qualche anno fa di reati legati al terrorismo ed era stato assolto. Si sapeva che aveva legami, almeno in passato, con l’estremismo violento”.