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mercoledì 14 giugno 2017

LE 2 MAESTRE DI RAGUSA CHE PICCHIAVANO I BAMBINI

Ragusa, maltrattavano bambini. Rinviate a giudizio due maestre

ARTICOLOTRE
maltrattamenti-asilo-Redazione- Due maestre di un asilo del Ragusano sono state rinviate a giudizio per maltrattamenti dal Gup di Ragusa. Le indagini della polizia di Stato risalgono al giugno del 2016 ed erano sfociate nella richiesta di un’ordinanza cautelare nei confronti delle due donne che però era stata rigettata dal Gip. La Procura ha quindi chiesto e ottenuto il loro rinvio a giudizio.
Agli atti dell’inchiesta ci sono le intercettazioni eseguite dalla squadra mobile in cui le due maestre minacciavano uno dei bambini della classe: “Alzati, ti do tanti di quegli schiaffoni! Sei un bambino insopportabile! E’ un incubo…”. Una delle due insegnanti, rispondeva così a un bimbo che le chiedeva di potere andare in bagno: “a casa tua la fai la cacca: ti do all’orco, lo chiamo… così se lo mangia e ce lo toglie dai piedi..”. In un’altra intercettazione, l’altra maestra diceva a un bambino: “se piangi ancora ti lascio solo, non lo fare più, non ti azzardare…”. A dare il via alle indagini sono stati alcuni genitori che hanno fatto una segnalazione alla squadra mobile di Ragusa dato che i loro figli si rifiutavano di andare a scuola. 
Le indagini sono iniziate così nel giugno 2016. Inizialmente i genitori avevano segnalato il malessere dei loro figli che non volevano più tornare a scuola al preside ma, nonostante l’impegno del dirigente, non avevano ottenuto alcuna risposta positiva visto che le due donne continuavano a esercitare la loro attività in quelle classi. Da qui la decisione di alcuni genitori di trasferire i propri figli in altre scuole. Le indagini avviate dalla Squadra mobile di Ragusa e coordinate dalla Procura di Ragusa sono state molto delicate e sono state portate a termine a novembre scorso, con intercettazioni video e audio nell’aula. 
La richiesta di rinvio a giudizio è stata formulata dai Pm per “maltrattamento degli alunni, a loro affidati per ragioni di istruzione ed educazione”, fatti commessi con “rimproveri aspri, ingiurie e umiliazioni, alimentando in tal modo un clima di permanente intimidazione, il tutto aggravato dal fatto di aver abusato dei poteri ed in violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione”. 
Elementi che hanno portato al processo, ma che in prima istanza per il Gip non sono stati sufficienti a far emettere una misura cautelare, come chiesto dai Pm, ritenendo “non sussistente l’abitualità del reato”. I difensori delle imputate, dopo il rinvio a giudizio, hanno fatto notare che nel provvedimento del Gip, con il quale si respingeva la richiesta di misura cautelare, si evidenziava che “non erano emersi dalle indagini elementi tali da far presumere comportamenti violenti, minacciosi o vessatori nei confronti degli alunni né che tali comportamenti abbiano avuto una gravità tale da cagionare sofferenze psichiche e fisiche agli alunni”. La prima udienza del dibattimento si terrà il 5 marzo 2018.

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