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venerdì 9 giugno 2017

IL REDDITO D'INCLUSIONE

Via libera al reddito di inclusione: arriva il “sì” del governo

Il reddito d'inclusione è una realtà: arriva il "sì" del governo per questa importante misura nazionale contro la povertà. Ecco tutti i dettagli

Il reddito d’inclusione è stato approvato dal governo. Il “sì” del Consiglio dei Ministri rende questo importante provvedimento una realtà: finalmentecosì,  sarà possibile iniziare una strenua lotta contro la povertà in Italia. Il Rei andrà a sostituire gli altri sistemi di sostegno sociale, come il Sia e l’assegno di disoccupazione che, dal 2018, non esisterà più.
Il decreto legislativo, per la verità, deve passare ancora sotto la commissione dei parlamentari di riferimento per essere attentamente valutato, ma ecco che cosa prevede. Innanzitutto, una copertura di 1,7 miliardi di euro che verrà indirizzata non solo per i singoli assegni del reddito d’inclusione tout court, ma anche per il Fondo per l’inclusione attiva al lavoro, nella percentuale del 15%. Le risorse per il Rei, inoltre, saranno ulteriormente incrementate fino ad arrivare alla cifra di 2 miliardi all’anno.
Veniamo ai numeri veri e propri: quanto spetta ai cittadini italiani in difficoltà e senza lavoro? “L’importo del Rei” spiega Giuliano Poletti, ministro del Lavoro “andrà da un minimo di 190 a un massimo di 485 euro a seconda di vari parametri e dei componenti dei nuclei familiari interessati”. In un primo momento verranno privilegiate le famiglie che hanno maggiormente bisogno, visto che la copertura monetaria iniziale, come detto, sarà aumentata ulteriormente soltanto in un secondo momento. Priorità, dunque, per nuclei con minori, figli diversamente abili, persone disoccupate con più di 55 anni e donne in stato di gravidanza. Nonostante il budget del primo reddito di inclusione previsto dal nostro paese sia ancora da migliorare, secondo Poletti il governo “riesce già a raggiungere quasi completamente il target cui stiamo guardando”. Inoltre, il ministro sottolinea che il decreto punta non solo a sostenere il reddito degli italiani in difficoltà ma anche, come dice il nome stesso, a “includerli” in nuove situazioni lavorative. “Le risorse andranno dunque sia in tasca ai cittadini che al potenziamento dei servizi per il lavoro” conclude.
Finalmente una buona notizia per i cittadini italiani in stato di povertà e senza occupazione: in Italia, le famiglie che potranno usufruire di questo provvedimento sociale sono 660mila, “di cui 550mila con figli minori” ha specificato il ministro. I numeri sono alti e fanno riflettere sulla situazione economica del Paese che, nonostante una lieve inflazione riguardo la disoccupazione totale, secondo l’Ocse non registrerà un aumento dell’occupazione nel 2018.

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