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venerdì 9 giugno 2017

DIGIUNO CONTRO SCLEROSI MULTIPLA E TUMORE: POSSIBILE?

Il medico indagato: «Io curo 

sclerosi multipla e tumori con il 

digiuno»

massimo melelli roia

La terapia? Una dieta forzata e tre litri di acqua al giorno 

Massimo Melelli Roia, laurea alla Sapienza, studio a Perugia, è un medico finito sotto accusa per le sue discutibili convinzioni nella cura di gravi patologie. È convinto che malattie come sclerosi multipla, artrite reumatoide e tumori si possano curare semplicemente con il digiuno, con una sorta di dieta dell’acqua. Ora risulta indagato per la morte, avvenuta lunedì notte, di Maria Carmela De Muro, una donna di 57 anni di Cagliari che per 21 giorni aveva bevuto solo 3 litri di acqua al giorno con l’obiettivo di sconfiggere la sua sclerosi multipla.

MEDICO E LA CURA DI SCLEROSI E TUMORI CON IL DIGIUNO

Del caso parla oggi il Quotidiano Nazionale, che, con un articolo a firma Erika Pontini, riporta anche la testimonianza del camice bianco. «Non siamo stregoni e i miracoli non sono la nostra professione», dice il dottor Melelli Roia. Ma difende idee e pratiche senza certezze scientifiche:

«La sclerosi – dice – è stata la prima patologia autoimmune su cui abbiamo verificato l’efficacia terapeutica del digiuno e quella di cui abbiamo una maggiore casistica ed esperienza operativa».
Eppure le certezze di riuscita restano affidate solo alla pratica e alle proprie idee: «Ho certezze personali, quelle scientifiche sono ancora tutte da costruire. Credo tuttavia sia giunto il momento di dare una spinta reale alla ricerca scientifica sull’efficacia del digiuno». E cita il caso di «un paziente colpito da tumore al fegato: dopo il digiuno di 20 giorni, anziché sottoporlo a intervento chirurgico i medici dell’ospedale hanno certificato la totale remissione del tumore».
Melelli Roia è convinto di poter dimostrare la propria estraneità perché non avrebbe mai avuto problemi in trent’anni di attività e dice di essere rimasto in contatto con la sua paziente fino all’ultimo. L’autopsia certamente farà maggiore chiarezza sul decesso. Gli investigatori hanno intanto sequestrato cartelle cliniche nello studio del medico, oltre a medicinali e terapie prescitte alla donna. Agli agenti il dottor Roia aveva spiegato che la terapia consisteva in tre litri di acqua al dì e al messimo tisane e bevande decaffeinate, o qualche spicchio di mela o brodo caldo. In tre settimane Maria Carmela aveva perso circa dieci chili.
(Foto generica da archivio Ansa)

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