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mercoledì 28 giugno 2017

DARKNET

Darknet: il cancro virtuale che si diffonde senza freni

ARTICOLOTRE
-L.M.- E’ il lato oscuro della rete. Molti non ne erano neppure a conoscenza almeno fino all’attentato di Monaco, quando è emerso che l’autore del folle gesto aveva comperato la sua arma su Darknet, il mondo parallelo e sommerso del web. Entrare in questo mondo non è illegale e neppure difficile, non si deve disporre di hadrware speciali. Gli internauti vi possono accedere attraverso programmi facilmente reperibili come il pacchetto bronswer Tor e trovare quanto è possibile immaginare.
Le proposte più innocue riguardano copie pirata di film o di serie televisive, pornografia spicciola o orologi patacca di lusso. Poi si passa ai documenti d’identità contraffatti, passaporti e patenti false, sino ad arrivare agli stupefacenti di ogni tipo e prodotti dopanti. L’ultimo stadio di questo mercato illegale è rappresentato dalla pedopornografia più bieca, dalla vendita delle armi e dagli omicidi su commissione. Ultimamente pare che su Darknet trovi spazio anche la tratta di esseri umani e di organi.
La rete oscura può essere paragonata ai sottoscala di un tempo, dove i ricettatori stipavano la loro merce illegale in attesa dei clienti. Ora il web ha semplificato tutto. L’appuntamento è in un luogo affollato stracolmo di offerte illimitate e tutto nel più totale anonimato, grazie a sistemi di navigazione scaricabili da chiunque. E’ la fiera mondiale dell’illegalità, dove server di tutto il mondo ospitano per pochi secondi i siti di merce illegale, praticamente irrintracciabili, proprio perché saltellano continuamente da un luogo virtuale all’altro. E dopo essersi registrati, gli utenti possono valutare le caratteristiche di una micidiale Glock o di un kalashnikov, rigorosamente con matricole abrase, ho fornirsi di un passaporto falso o di un documento di falsa cittadinanza al modico prezzo di un migliaio di dollari. L’arma acquistata arriva in pezzi, ciascuno spedito da corrieri diversi ad una catena di persone che conosce solo l’indirizzo del mittente precedente prima di arrivare al compratore finale, pertanto è difficilissimo risalire all’origine.
Gli italiani, per lo più giovanissimi, sono fra gli utenti più attratti dal dark web, 200-400 mila ragazzi con un’età che varia tra i 18 e i 24 anni: la cosiddetta Dark Net italian community che soprattutto la notte spazia tra pornografia (80%) e tutto il resto. Anche il linguaggio è particolare, si rifà a quello utilizzato dagli hacker, caratterizzato da caratteri non alfabetici condito da volgarità. Un mondo in cui la diffidenza nei confronti dei neofiti e regola, così come è obbligatoria una gavetta che può durare qualche settimana, per scongiurare il pericolo che il novellino possa commettere azioni dannose o addirittura sia un infiltrato della polizia postale.
Una volta accreditati e degni di fiducia, gli utenti possono far richiesta di accedere ai link meno conosciuti, ad esempio quello dell’Isis, dove si commerciano soprattutto software proibiti, materialee apparecchiature fotografiche. Le polizie di tutto il mondo hanno un solo mezzo per contrastare il fenomeno, attraverso infiltrati che acquisiscano la fiducia dei cyber criminali, un lavoro lungo e difficile, che raramente porta a risultai rilevanti. Si ricorda un arresto da parte dei federali Usa nel 2013. Ross Ulbriht, creatore del portale Silky Road, commise la leggerezza di collegarsi per pochi secondi ad un sito civetta della polizia. Per un sito che chiude diverse migliaia aprono e si moltiplicano, come metastasi di un cancro virtuale che si diffonde in maniera sfrenata.

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