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mercoledì 14 giugno 2017

BREXIT MOLTO DIFFICILE

May traballa, ora la Brexit può saltare: “Benvenuti se vogliono tornare in Ue”

Il risultato delle elezioni politiche a Londra può innestare una clamorosa marcia indietro

Niente Brexit, abbiamo scherzato: sembra incredibile, eppure è una delle ipotesi più gettonate dopo l’inatteso passo falso del primo ministro Theresa May nelle elezioni politiche inglesi, che hanno indebolito non solo il fronte della “trattativa dura” con l’Ue per l’uscita, ma addirittura quello dell’abbandono dell’Unione europea in toto. Tanto che sia dalla Francia, col neo presidente Macron, sia dalla Germania, col ministro delle Finanza Schauble, arrivano messaggi chiari: se volete ripensarci e rientrare, siete i benevenuti.
A dare per certo questo scenario, nonostante l’attivazione dell’articolo 50, è Andrew Freris, Ceo di Ecognosis Advisory: “La Brexit è morta”, ha dichiarato a Cnbc, “entro sei mesi Theresa May sarà fuori gioco” per cui, “non avremo né una Brexit soffice né una dura. Non avremo alcuna Brexit”. “May rassegnerà le dimissioni e sarà sostituita” – ha detto, sulla stessa linea, l’ex ministro del Commercio dell’era Cameron, Lord Francis Maude – dichiarando all’emittente CNBC come “la posizione della premier non può essere sicura”.
Ragionando sull’ipotesi di un rientro dalle posizioni più dure (o addirittura a un rientro totale) della Brexit, Freris ha comunicato di avere una visione rialzista sulla sterlina e il Ftse 100, ma, soprattutto, di essere “bullish in misura colossale” sull’Unione Europea in quanto la debolezza britannica risultante dal dossier Brexit sarà un potente deterrente per altri Paesi hanno accarezzato l’idea di abbandonare l’Ue. “Da una prospettiva esterna, la possibilità che l’evento del secolo per il Regno Unito possa dipendere da dieci parlamentari dell’Irlanda del Nord va oltre il ridicolo”, ha detto Freris, “sarebbe completamente irresponsabile ed assurdo ed è per questo che non accadrà”.
E infatti dall’Europa continentale si alzano voci di apertura non solo ad un trattato di uscita morbido, ma addirittura ad un rientro. Così il ministro della Merkel dice alla televisione di Bloomberg: “Se il Regno Unito decide di non lasciare più l’Unione europea, è di nuovo benvenuto nel blocco”. Come a dire: facciamo che non è successo nulla, tutto è dimenticato.
Una retromarcia sulla Brexit? “Fino a che il negoziato non sarà finito la porta resta sempre aperta. Ma la decisione è stata presa dal popolo sovrano britannico e come tutte le decisioni del popolo sovrano va rispettata”: lo ha detto invece il presidente francese, Emmanuel Macron, rispondendo alla domanda di un giornalista nella conferenza stampa congiunta a Parigi con Theresa May.
Dai giardini dell’Eliseo, parlando al fianco di Theresa May prima del match amichevole tra Francia e Inghilterra allo Stade de France, Macron ha poi sottolineato che “non si tratta di sapere se si torna o meno sulla decisione” espressa dal popolo britannico nel referendum su Brexit. “Ma finché i negoziati non saranno conclusi – ha insistito il presidente della Francia – ci sarà sempre la possibilità di aprire la porta”, anche se a trattative avviate “sarà più difficile”.

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