IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

giovedì 1 giugno 2017

ANIME

Da Goldrake a Gundam, le icone dell’immaginario anime

ARTICOLOTRE
I giganti d’acciaio giapponese in un saggio
guidasuperrobot-Elena Romanello –  Quando arrivarono sui teleschermi, suscitarono grande entusiasmo tra i più giovani e molte critiche dalle generazioni più anziane, che arrivarono a battersi e ad ottenere un loro bando. Oggi sono entrati nell’immaginario di persone ormai adulte, che non li hanno dimenticati e a su di loro escono saggi e studi critici.
I cartoni animati giapponesi di genere fantascientifico, in particolare i robottoni giganti che imperversarono sulle nostre reti tra anni Settanta e Ottanta, non smettono di continuare a piacere e a ispirare: il prossimo anno si festeggeranno i quarant’anni della prima messa in onda di Ufo robot Goldrake e può essere interessante fare un ripasso di un genere o scoprirlo ex novo con il saggio di Jacopo Nacci Guida ai super robot, uscito per Odoya.
L’autore esamina il periodo che va dal 1972 al 1980, partendo con gli apripisti Super robot 28 e Astroganga, pilotati a distanza dai giovanissimi protagonisti, per poi passare alla stagione dei samurai elettronici di Go Nagai, da Mazinga Z a Goldrake, in originale Grendizer, da Jeeg a Getter robot, per poi arrivare alle serie robottiche degli studi indipendenti, come Daitarn 3 Baldios, per finire con Ideon Gundam, che fecero evolvere il genere verso un’ambientazione più realistica, sostituendo i samurai d’acciaio quasi mitologici e creando al loro posto delle macchine da guerra per un conflitto nel futuro.
Jacopo Nacci sceglie per il suo saggio un approccio non nostalgico, come in altre pubblicazioni del genere, ma di documentazione e analisi dei contenuti, raccontando trame e intrecci, svelando anche finali che magari non si sono visti perché gli anime furono usati da troppi canali come riempitivi per poi essere mollati a metà programmazione, e molte serie furono troncate e poi completate solo anni dopo per l’edizione in dvd o per riproposte finalmente corrette su canali specializzati.
In parallelo l’autore esamina un tema di fondo delle serie robottiche, il viaggio dell’eroe all’inferno per uscire vincitore, ricordando anche che i piloti dei giganti d’acciaio avevano spesso lati oscuri non indifferenti, anticipando di anni la rivoluzione dei super eroi americani che c’è stata a partire dagli anni Novanta.
Guida ai super robot è un libro imperdibile per chi ha vissuto quella stagione indimenticabile e che ha lasciato comunque i suoi frutti, tra collezionisti e creativi, primo fra tutti Gabriele Mainetti autore dell’acclamato Lo chiamavano Jeeg robot, ma è interessante anche per i cultori della fantascienza e del fantastico in tutte le loro forme, che qui si presentano in una delle loro incarnazioni più interessanti e soprattutto espressione di una cultura millenaria e alternativa a quella occidentale.

Nessun commento:

Posta un commento