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giovedì 22 giugno 2017

A MORTE I CAPORALI DEI CAMPI!

Sfruttati nei campi in condizioni disumane: arrestati tre caporali

Il racconto della nuova vicenda di ordinario caporalato viene restituito dalle indagini dei carabinieri di Brindisi nella sua densità opaca
Lavoro nei campi
Fulvio Colucci  GLOBALIST22 giugno 2017
Nei campi senza riposare se non in scampoli di tempo strappati alla fatica. Uno sfruttamento drammatico che rimanda a tragiche storie di Puglia come quella della bracciante tarantina Paola Clemente, morta due anni fa.

Il racconto della nuova vicenda di ordinario caporalato viene restituito dalle indagini dei carabinieri di Brindisi nella sua densità opaca: uomini e donne, tutti in stato di necessità, alcuni stranieri con permesso di soggiorno soggetto a rinnovo, partivano alle tre del mattino e tornavano a casa intorno a mezzanotte, costretti a raggiungere un'azienda di Polignano a Mare. Senza tregua per 40, massimo 60 euro, secondo le risultanze dell'inchiesta condotta dal procuratore facente funzione del capoluogo pugliese, Raffaele Casto. La paga giornaliera di un bracciante è di 131 euro. 

Lavoro nei campi
Tre persone sono state arrestate dai carabinieri con l'accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e in un caso anche di truffa ai danni dell'Inps per l'inserimento fittizio di giornate lavorative. Nell'inchiesta, recentissima, è stato possibile avvalersi delle nuove norme anti-caporalato. Gli indagati, nel Brindisino e nel Barese, sono otto. Ai braccianti sarebbero stati detratti dallo “stipendio” 10 euro per il trasporto sul luogo di lavoro. Le forze dell'ordine per le proprie indagini hanno utilizzato intercettazioni telefoniche e ambientali, avvalendosi anche di sistemi gps.

Nei campi per più di dieci ore o avrebbero perso il lavoro. E ci sarebbe anche un tentativo di inquinamento delle prove. Alcuni operai sarebbero stati costretti a negare di aver consegnato 10 euro della propria retribuzione per raggiungere l'azienda della provincia di Bari dove si spezzavano la schiena da mane a sera. Nell'assordante silenzio che circonda gli sfruttati.

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