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giovedì 18 maggio 2017

LE MISSIONI UMANITARIE ... MILITARI

Yemen, Socotra: la missione umanitaria è militare

ARTICOLOTRE-Monica Mistretta- uae-72302Fino a pochi giorni fa ufficialmente si parlava di missione umanitaria e di lavori edilizi per la costruzione di pacifici quartieri residenziali. Il 15 maggio la narrativa è bruscamente cambiata: gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato per la prima volta le attività militari sull’isola yemenita di Socotra, nell’Oceano Indiano. L’agenzia statale ‘Wam’ ha riportato la notizia di esercitazioni militari e addestramenti di truppe degli Emirati sull’isola.
Le voci si rincorrevano da tempo sui quotidiani arabi, tra foto aeree e accuse tra stati. In Yemen i ribelli sciiti degli Houthi, appoggiati dall’Iran, accusavano gli Emirati di devastare Socotra, uno dei patrimoni naturali e culturali dell’Unesco. Il governo yemenita del presidente ‘Abd Rabbih Mansur Hadi, sostenuto da una coalizione a guida saudita, minimizzava e parlava di missione umanitaria degli Emirati.
Fonti vicine al governo di Teheran avevano fatto circolare notizie su presunte basi americane a Socotra fin dal 2010, cinque anni prima che scoppiasse la guerra in Yemen.
L’isola, al centro delle rotte che dal Golfo Persico uniscono il Corno d’Africa al Mar Rosso, era finita anche su ‘Wikileaks’. Nel gennaio 2010 analisti della società americana di intelligence ‘Stratfor’ si erano scambiati alcune mail nelle quali citavano un report di Press Tv,  canale televisivo vicino al governo iraniano. Un dissidente sciita yemenita, che gli analisti dichiaravano di considerare affidabile, aveva appena rivelato l’esistenza di basi aree americane sull’isola di Socotra. Uno degli analisti di ‘Stratfor’ commentava: “sarei sorpreso se il governo americano non avesse basi aeree in Yemen”.
Poi nel novembre 2015, dopo lo scoppio della guerra civile nel paese, due cicloni avevano devastato Socotra, lasciando senza casa centinaia di famiglie. Un’occasione perfetta per far sbarcare gli Emirati sull’isola con una missione umanitaria della Mezzaluna Rossa.
Mohammed al-Hindi,  responsabile della stampa estera presso il dipartimento Media dell’ufficio di Promozione turistica dello Yemen a Sanaa, la capitale controllata dagli Houthi, è a capo del team internazionale “Save Socotra” per la salvaguardia delle bellezze naturali dell’isola. A maggio il team ha lanciato una campagna internazionale in sette lingue per denunciare le devastazioni compiute dagli Emirati.
Ad Articolotre Mohammed racconta la sua frustrazione per il silenzio dell’Unesco e dell’Onu.  Tra le righe, non è difficile capire cosa si stia costruendo sull’isola. Soprattutto alla luce delle ultime dichiarazioni dell’agenzia di stampa degli Emirati.
“Socotra è patrimonio dell’Unesco, ma l’organizzazione internazionale tace di fronte alla sua devastazione. Gli Emirati stanno costruendo porti, strade, hotel, stazioni di benzina. Le spiagge vengono recintate, anche in zone protette. L’accesso è proibito. Il turismo è scomparso: i voli charter non possono più atterrare. Gli ultimi due voli sono stati respinti dalle autorità dell’isola a febbraio e ad aprile di quest’anno. Il personale dell’ospedale di Socotra è stato licenziato e sostituito da infermieri e medici provenienti dagli Emirati. Sull’isola i militari locali sono ormai incorporati nelle file degli Emirati”.
Mohammed non si dà per vinto: nei prossimi giorni si prepara a organizzare a Sanaa una conferenza stampa con tanto di workshop e mostra fotografica  per denunciare lo scempio dell’isola.
Al largo di Socotra la tensione è sempre alle stelle: navi da combattimento e pescherecci iraniani vengono regolarmente sequestrati e perquisiti con l’accusa di aver sconfinato in acque territoriali. L’ultimo caso noto risale a novembre del 2016. Il quotidiano yemenita “National Yemen”, vicino al presidente Hadi, ha riportato il sequestro di un peschereccio iraniano nell’arcipelago di Socotra. Le autorità di Teheran non hanno commentato.
Fin dai tempi dell’Unione sovietica, negli anni 70 e 80, lo Yemen del Sud ospitava basi aeree e porti russi di importanza strategica per le rotte che collegano l’Oceano Indiano all’Africa e all’Europa. Oggi le nuove basi militari di Socotra sventolano la bandiera degli Emirati Arabi, importanti alleati mediorientali degli Stati Uniti.
Mentre nel vicino Yemen la guerra infuria da oltre due anni e la gente muore di malnutrizione, colera e diarrea acuta, a Socotra si costruisce spendendo milioni di dollari. L’isola si sta trasformando in una nuova base militare, una delle tante del Medio Oriente. In nome della vecchia guerra per procura.

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