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giovedì 18 maggio 2017

LE FACCE DEL GOVERNO FRANCESE

Francia, governo Macron pronto: 18 ministri e 4 sottosegretari per il premier Philippe

Francia, governo Macron pronto: 18 ministri e 4 sottosegretari per il premier Philippe
Francia, governo Macron pronto: 18 ministri e 4 sottosegretari per il premier Philippe
PARIGI – Diciotto ministri e 4 sottosegretari sotto la guida del primo ministro Edouard Philippe. Questa la squadra del governo di Emmanuel Macron, neo presidente eletto in Francia. Il 17 maggio Philippe ha presentato la sua squadra di 22 elementi, 11 donne e 11 uomini e metà di loro non viene dalla politica, ma si tratta di tecnici.
Jean-Yves Le Drian, socialista, unanimemente apprezzato per l’operato da ministro della Difesa nell’ultimo governo Hollande, diventa “ministro dell’Europa e degli Esteri”. Tre ministri provengono dal MoDem, il partito centrista di Francois Bayrou, nominato a sua volta responsabile della Giustizia.
Tra loro, spicca il nome di Sylvie Goulard, europeista convinta e amica dell’Italia. Nata nel 1964 a Marsiglia, l’europarlamentare dell’Alde fu consigliera di Romano Prodi alla Commissione Ue, nonché autrice di saggi, tra cui ‘La democrazia in Europa’ con Mario Monti. Padroneggia perfettamente l’italiano, ma anche l’inglese e il tedesco. Altro punto forte il suo solido rapporto con l’omologa di Berlino Ursula Van Der Leyen.
Una nomina, commentano a Parigi, che illustra la forte volontà di Macron di contribuire all’Europa della Difesa. Marielle de Sernez, co-fondatrice del Partito democratico europeo, diventa ministra per gli Affari Ue. Quanto a Bruno Le Maire all’Economia si tratta, insieme al premier Philippe, dello strappo più vistoso nel senso della ricomposizione politica voluta da Macron: dirigente dei Republicains, ex ministro di Nicolas Sarkozy, si presentò alle primarie della destra in nome del rinnovamento, ma non gli andò benissimo.
Dalla scuderia neogollista arriva anche Gerald Darmanin, incaricato dei conti pubblici. Un nuovo fondamentale portafoglio in un contesto in cui la Francia ha l’imperativo di riportare il deficit sotto alla soglia del 3% se vuole recuperare peso rispetto alla Germania. La scelta degli esponenti repubblicani di passare con Macron ha comportato la loro immediata scomunica dal partito della destra che ne ha annunciato l’espulsione.
Agli Interni va Gérard Collomb, il sindaco socialista di Lione che fu tra i primi a sostenere Macron. Nella Francia minacciata dal terrorismo si tratta di un’enorme responsabilità e forse non è un caso se nell’ordine protocollare dei ministri il fedelissimo del presidente risulti primo. Alla “transizione ecologica” viene nominato il paladino dell’ambiente, Nicolas Hulot. Giornalista, scrittore, poi star televisiva, il sessantaduenne apprezzatissimo dai francesi è impegnato da tempo per la difesa del pianeta. Con la sua nomina, Macron intende rassicurare chi lo accusa di scarsa propensione rispetto ai temi ambientali. Tra gli altri ministri Agnes Buzyn (Salute), Francoise Nyssen (Cultura), Muriel Penicaud (Lavoro), Jean-Michel Blanquer (Istruzione), Jacques Mezard (Agricoltura). Appuntamento a domani per il primo consiglio dei ministri.

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