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giovedì 18 maggio 2017

LA SCHIAVITU' ORA

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Schiavitù 2017

DI PETER KOENIG
thesaker.is
Quando nel XVIII e XIX secolo gli schiavi africani non si “comportavano bene”, venivano picchiati con ferocia, qualche volta a morte, in modo che fossero di monito agli altri. Erano privati del cibo per le loro famiglie. Le donne venivano violentate. Erano venduti a padroni bianchi ancora più severi. Le loro vite valevano quanto il valore del lavoro che potevano rendere. Erano trattati come oggetti, senza calore umano.
Oggi siamo tutti diventati schiavi: schiavi del potere di finanzieri mafiosi senza scrupoli; schiavi della propaganda bugiarda dell’occidente, delle lobbies e delle loro giganti e omni-dominanti corporazioni, dell’industria della guerra, perché noi crediamo con gioia a ciò che ci hanno detto a proposito del terrorismo sempre crescente, che deve essere combattuto con guerre eterne; siamo schiavi dell’industria petrolifera che distrugge l’ambiente, delle case farmaceutiche, dell’agroindustria stile Monsanto, del consumismo senza senso e soprattutto, sommando tutto questo, dell’avidità: l’avidità senza fine che guida la crescita senza fine, che promuove la competizione senza fine, fomentando le avversità e distruggendo la solidarietà, al posto della cooperazione amichevole per una armonica coabitazione umana.
Come persone che vivono nei paesi occidentali, noi siamo schiavizzati da un fascismo neoliberale che divora tutto, da una economia predatoria. Le bugie della propaganda ufficiale hanno nutrito le nostre menti e non l’abbiamo neanche notato. Siamo schiavizzati dai cosiddetti “leader”, fatti eleggere da maestri dell’inganno oscuri e stranieri, cioè dalla sempre più forte, ufficiale e controllata macchina da propaganda, le “sei corporazioni” dell’informazione, ebreo-anglosassoni, che controllano tutto, e di cui noi crediamo qualsiasi bugia vomitino, perché è più rassicurante credere ad una bugia piuttosto che affrontare la verità, cioè la schiavitù auto-imposta.
Questo è quanto lontani siamo andati. Perché noi siamo chiaramente in un percorso quasi irreversibile verso il basso, scivolando e correndo verso la stessa nostra rovina, nell’oscurità: l’oscurità del caos e delle guerre sanguinose, le guerre senza fine contro un terrorismo auto-creato; le guerre che fanno andare a gonfie vele la nostra economia occidentale e mantengono salde le poltrone dei nostri politici. Guerre che uccidono e massacrano milioni e milioni di persone, ma in terre molto “lontane”. Ci dicono che ci proteggono: la nostra polizia e l’esercito veglia su di noi. I nuovi dei: denaro ed esercito.
Per evitare che questo terribile caos senza fine si verifichi nelle nostre sfere occidentali, una volta “orgogliosamente” chiamate Europa o Stati Uniti d’America, Canada, Australia, Giappone, o qualsivoglia altro paese abbia assunto la macchina del massacro occidentale, noi chiediamo protezione alla polizia e alle forze armate, gli diamo il potere di renderci ulteriormente schiavi dello Stato Profondo, di quelle forze sioniste, quelle degli “illuminati”, forze massoniche e sataniche che comandano astutamente il commercio mondiale di schiavitù chiamato “Il Mercato”, il mercato che si impossessa di tutto. Noi adoriamo Il Mercato. Vogliamo essere integrati in esso. Il Mercato ci permette di vivere, lottare, mangiare e sognare sempre di più. Nutre la nostra avidità come se non ci fosse una fine. Una schiavitù al Nirvana o all’Isola che non c’è.
Anche se “orgoglio” non è mai stato un termine appropriato per integrare le nostre anime e le nostre menti, come poteri occidentali abbiamo per secoli schiavizzato, violentato, sfruttato e massacrato i popoli indigeni, quelli che per millenni e storia dell’umanità sono sopravvissuti e ci hanno trasmesso i geni, da una civiltà sanguinaria all’altra, sempre nella speranza che la nuova potesse vedere la luce.
Possiamo solo sperare che prevalga la pazienza di questi popoli nativi, sopravvissuti e nostri salvatori, e che prima di sparire nell’oscurità e nel vuoto di un buco nero creato dall’uomo, noi ci sveglieremo, apriremo gli occhi e cercheremo la luce: diventeremo finalmente umani, aggettivo che abbiamo applicato in maniera fraudolenta a noi stessi, cioè la civiltà occidentale.
Attenzione: chiunque contraddica questa verità e il corso degli eventi, è marchiato come teorico della cospirazione, diffamato e deriso, stigmatizzato. Dobbiamo de-riconvertire, abbandonare i nostri consolidati parametri occidentali perché sono fatti per renderci schiavi, in modo tale che una sempre più ridotta élite satanica – una classe che produce e manovra personaggi come Clinton, Trump, Obama, Bush, Blair, Merkel, Abe, Hollande e probabilmente fra poco Macron, e molti altri dello stesso tipo – possa continuare la sua festa.
Noi siamo chiamati a votare per queste persone miserabili chiamate politici, molti dei quali senza cervello, che sono stati pre-selezionati dai Padroni che controllano il mondo; siamo convinti che stiamo realmente scegliendo le persone che rappresentano la nostra società, difendono i nostri bisogni e difendono libertà, giustizia e uguaglianza. Ogni quattro o cinque anni cadiamo negli stessi rituali e siamo convinti che le cose cambieranno. Non scaviamo mai in profondità per trovare le ragioni per cui tutti rimangono uguali a se stessi, anzi peggiorano, malgrado la nostra infelicità e malgrado i nostri voti “democratici”. Siamo ciechi. La schiavitù rende ciechi. Ci sentiamo più tranquilli come schiavi ciechi che come essere umani vedenti. Quindi, continuiamo a farci ingannare dalle illusioni.
Le nostre vite sono grigiastre come un cielo annebbiato, senza sole. Il sole e la sua meravigliosa e incantevole brillantezza è stata estirpata dalle nostre menti ridotte in schiavitù. Stiamo vivendo in una oppressiva e depressiva civiltà occidentale, che noi ancora chiamiamo “democrazia”, perché le nostre menti contorte e manipolate – che amano la tranquillità – non vogliono ammettere che sono state costrette in schiavitù. Quella democrazia è stata un sogno irrealizzabile per alcuni filosofi greci di 2.500 anni fa. Nulla di più. Abbiamo rubato il termine alla storia come pretesto per dichiarare guerra, violentare, sfruttare e per schiavizzare.
La schiavitù 2017 – e probabilmente di molti altri anni che verranno se non ci svegliamo presto – è diventata globale, molto globale: è il paradigma della globalizzazione. Siamo stati inquadrati in caselle senza colore. La cultura viene massacrata, il linguaggio è sintetizzato in slogan anglo-sassoni, noi tutti dobbiamo pensare secondo cliché riconosciuti globalmente. Cliché ripetuti e perpetuati fino alla nausea da Hollywood, il famigerato mass media; dal sistema educativo occidentale, dalle scuole primarie fino all’università, che stanno indottrinando i nostri figli con dogmi neoliberali che li mantengono in schiavitù.
Il pensiero indipendente è diventato un crimine, perché impedisce il superamento della schiavitù. L’educazione è progettata per uccidere il pensiero individuale e l’ampia estensione della creatività, perché è pericolosa per coloro che ci schiavizzano e ci controllano. L’educazione della “neolingua” ci deve far pensare ciò che il sistema vuole che noi pensiamo. Questo è ciò che è diventata l’educazione occidentale negli ultimi 50 anni, cioè una farsa per tenerci come idioti non pensanti.
Gli idioti sono facili da schiavizzare, sfruttare e mandare in guerra, per rubare risorse straniere e soddisfare l’avidità di pochi. Noi amiamo essere carne da cannone, perché ci hanno detto – schiavizzati – di credere che i buoni patrioti amano morire per il proprio paese. Noi siamo ciechi ed evitiamo di vedere che stiamo morendo combattendo per soddisfare l’avidità di potere e denaro dei leader fantocci, il cui potere non è null’altro che quello concesso dai Padroni che controllano il mondo e che tirano i fili delle loro marionette.
Svegliatevi dal 2017 di schiavitù! Rendete il 2017 l’ultimo anno di schiavitù!

Articolo di Peter Koenig pubblicato da The Saker il 3 maggio 2017.
Traduzione in Italiano a cura di Elvia Politi per SakerItalia.it
Fonte: http://sakeritalia.it
Link: http://sakeritalia.it/attualita/schiavitu-2017/
3.05.2017

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