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giovedì 18 maggio 2017

INARRITU E I MIGRANTI MESSICANI

Iñárritu: "Vi racconto il mio docufilm sui migranti tra Messico e Usa"

Il premio Oscar presenta al Festival di Cannes il suo nuovo lavoro
Alejandro Iñárritu
GdS18 maggio 2017Globalist
Alejandro IñárrituAlejandro Iñárritu presenta al Festival di Cannes un documentario che fa vivere allo spettatore l’esperienza della frontiera tra Messico e Stati Uniti. Si intitola Carne y arena, carne e sabbia, l'inferno virtuale che racconta la condizione di migrante. Accanto a un muro di metallo, un pezzo di quello vero al confine, una stanzetta fredda, sul pavimento mucchi di scarpe squarciate: ballerine rosa strappate, piccole ciabatte di plastica. "Sono le vere scarpe di migranti morti nel deserto", racconta il regista Oscar di Birdman e Revenant- Redivivoa a Repubblica.it. Bisogna togliersi le scarpe e le calze, "quando perdi le scarpe nel deserto non hai più possibilità di sopravvivere". Dura sei minuti e mezzo l'installazione, destinata alla Fondazione Prada a Milano (dal 7 giugno al 15 gennaio) e intercettata da Thierry Frémaux che l'ha voluta a Cannes. Nel grande studio set, venti chilometri dal Palais, cammini sulla sabbia, lo zaino sulle spalle, il "casco" virtuale. Sei nel deserto messicano, il cielo squarciato da un elicottero assordante. Accanto a te c'è una donna, zoppica e cade, c'è un uomo con un neonato al collo, due ragazzi. Hanno paura, sono braccati. Arrivano due camioncini, scendono gli agenti, i fucili puntati: "In ginocchio!". Un giovane in manette, sulla sabbia, urla la sua storia, come tutti gli altri. Non è come vederli sul grande schermo, sei lì. "L'idea è nata quattro anni fa, ma la tecnologia non era abbastanza avanti. La realtà virtuale non è estensione del cinema o strumento di marketing, ma un mezzo con infinite possibilità. Per me era importante mettere al centro la condizione umana".

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