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giovedì 18 maggio 2017

I MERAVIGLIOSI MURALES DI PONTICELLI

I murales di Ponticelli: la street art fa rinascere il quartiere

Una volta era noto come il “Parco dei colli sporchi”, oggi vengono a visitarlo da ogni parte del mondo. La periferia est di Napoli protagonista di un intervento di riqualificazione urbana e sociale.
Uno dei murales di Ponticelli a Napoli

Uno dei murales di Ponticelli a Napoli

Desk1 GLOBALIST18 maggio 2017www.redattoresociale.it
Una volta era noto come il “Parco dei colli sporchi”, oggi è diventato il “Parco dei murales” e vengono a visitarlo da ogni parte del mondo. Succede a Ponticelli, periferia est di Napoli, che dal 2015 è protagonista di un intervento di riqualificazione urbana e rigenerazione sociale, grazie alla street art. Sulle facciate dei palazzi, appena prima dello svincolo verso la superstrada che collega il quartiere al resto della città, sono stati realizzati quattro enormi murales firmati da artisti di tutta l’Italia. C’è la bambina rom che viene strappata ai libri, la cui mancata inclusione però non le toglie il sorriso: l’opera dal titolo “Ael. Tutt’egual song’ e criature” è del napoletano Jorit Agoch, che quella ragazzina l’ha conosciuta davvero in un campo rom della zona. Jorit è la stessa mano che ha firmato anche una prima parte del murales dedicato a Maradona nel Bronx di S. Giovanni a Teduccio, sempre nella periferia orientale, per le stesse ragioni di Ponticelli, diventato meta di turisti e curiosi, lì dove prima c’era solo degrado e desolazione.

Le altre opere sono “A’ pazziella ‘n man e’ criature” di Zed1, tra i migliori street artisti italiani, sull’importanza del gioco per i bambini, “Lo trattenimento de’ peccerille” del friulano Mattia Campo Dall’Orto sulla lettura come stimolo per la fantasia, e “Chi è vuluto bene nun s’o scorda” dei siciliani Rosk&Loste prodotta con il sostegno di Ceres, un omaggio al gioco del calcio che bambini e ragazzi del parco praticano nel cortile. Dietro ogni opera c’è l’ascolto del territorio e delle sue esigenze, l’interazione con le famiglie che risiedono nel parco, l’osservazione della realtà. A spiegarlo è Luca Borriello, direttore ricerca di Inward - Osservatorio sulla Creatività Urbana, che di questo cambiamento attraverso la street art, in collaborazione con enti pubblici e privati, è l’artefice: “Pensiamo che con il bello arrivi anche il buono. Il progetto di riqualificazione artistica e sociale che stiamo attuando nel Parco Merola parte dal basso, va oltre queste opere d’arte, intende promuovere opportunità per i giovani del territorio”.


Opportunità di crescita del quartiere stesso che, da quando sono arrivati i murales, sta cambiando, secondo Borriello: “Abbiamo assistito a un miglioramento della percezione delle persone di se stesse e del posto in cui vivono. Da sporco, respingente, luogo di attività più o meno illegali, screditato, il parco adesso non ha più grandi problemi, è diventato un bel posto, addirittura ci vengono persone da fuori Napoli a visitarlo e ci vogliono girare delle fiction. I residenti partecipano, sono attivi, a volte anche creativi, e, per questo, vivono una ricrescita dell’autostima”.

“Il nostro modello di riqualificazione artistica e sociale si realizza in raccordo con la comunità residente e in linea con le opportunità di lavoro di sviluppo che può rappresentare per il territorio. Oggi, in materia di street art, coordiniamo 36 organizzazioni in 16 regioni, monitoriamo per l’Anci 197 comuni, partecipiamo a 30 festival, siamo un nome a livello nazionale ed internazionale. Ebbene sì, a Napoli accade anche questo!”.


Inward nasce nel 2006 come diramazione dedicata alla street art dell’associazione Arteteca, fondata nel 2004 da un gruppo di giovani talenti creativi di Napoli che volevano “creare movimento” in città attraverso l’arte e la cultura. In poco tempo, viene in contatto con la Presidenza del Consiglio, diventando il riferimento per il Governo sulla valorizzazione delle città attraverso la street art e partecipando al tavolo tecnico nazionale sulla creatività urbana creato presso il Consiglio Nazionale Economia e Lavoro.

Inward è tra le associazioni che prenderanno parte all’iniziativa “Bronx chiama Napoli”, in programma sabato 20 maggio alle 10 a S. Giovanni a Teduccio per denunciare il vuoto politico e istituzionale di un’area che vive e lotta sotto il murales di Maradona di Jorit.(Maria Nocerino)

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